Musica al Maccacaro, una tradizione da 18 anni
“L’impresa eccezionale, dammi retta, è essere normale”, cantava Lucio Dalla nel ’77. E a giudicare dal successo di ieri pomeriggio, alla tradizionale festa dei Buskers al Maccacaro, aveva ragione lui:...
“L’impresa eccezionale, dammi retta, è essere normale”, cantava Lucio Dalla nel ’77. E a giudicare dal successo di ieri pomeriggio, alla tradizionale festa dei Buskers al Maccacaro, aveva ragione lui: ancora una volta, grazie alla magia della musica, pazienti, educatori e dottori hanno fatto festa tutti insieme, annullando di fatto le rigide distinzioni sociali dei ruoli, confondendo i confini. È grazie alla fruttuosa collaborazione tra lo staff del Festival e quello del centro diurno, tra cui la dottoressa Raffaella Bivi e il dottor Gino Targa, oltre naturalmente alla nuova dottoressa appena arrivata alla guida del centro, la dottoressa Paola Carozza, che dal 1998, ogni anno, si avvicendano i generi musicali degli artisti di strada più disparati, coinvolgendo con entusiasmo gli utenti nella festosa atmosfera cittadina. In apertura del pomeriggio, dopo i saluti istituzionali di Massimo Maisto e degli organizzatori del Festival, ha preso la parola il dottor Targa, che ha evidenziato l’importante ruolo della giornata tra le attività aperte alla cittadinanza del centro diurno: «In psichiatria è fondamentale il contatto con la vita, la partecipazione alla socialità, il legame con la propria rete cittadina: lavoriamo nell’ottica della facilitazione, il nostro modello di cura è di dare la possibilità a tutti di contribuire».
«I Buskers regalano parte del proprio tempo e danno da sempre una grande disponibilità, ed è questa la strada giusta da perseguire - ha aggiunto il vicesindaco - occasioni di festa così, che aprono le porte alla città, possono fare davvero la differenza». Una originale esibizione della scuola Musijam ha coinvolto, oltre ai giovani allievi, anche i pazienti in un tintinnante omaggio ai canti popolari emiliani, dando il via alla musica, che è continuata poi tra i ritmi venezuelani e i classici balcanici in cui si sono esibiti i Pepe Millanta&Balkan Bistro. L’allegria della band ha colorato il giardino di via Marco Polo: un vortice di energia ha fatto ballare il pubblico fino alla conclusione sulle note di Battiato, alla ricerca di un equilibrio o un centro di gravità permanente, e quelle di Dalla, che con il suo “Disperato Erotico stomp” ha cristallizzato nel suo testo un'indagine sul vero senso della cosiddetta “normalità”.
Irene Lodi
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