Una vita a pedalare e a dare spettacolo
Paco Machine, dal lago di Garda ha girato l’Italia e l’Europa Il giocoliere: porto la mia arte nelle strade e nelle piazze
di SAMUELE GOVONI
«Mi chiamo Paco Machine; . Machine deriva dal fatto che lavoro tanto e mi dò da fare». Il busker che incontriamo al cinema Boldini, è un giocoliere che viene dal lago di Garda. Si sta preparando per la sua esibizione serale. Il monociclo è al centro della performance ma lui si sposta sempre su due ruote. In sella alla sua bici in quattro anni ha attraversato l’Italia e l’Europa. Nelle gambe e negli occhi ha 33mila chilometri e non ha intenzione di fermarsi.
Come hai cominciato?
«La passione per la bici ha origini antiche, risale a quando ero ragazzino. Una volta io e un gruppo di amici andammo dal lago di Garda in Puglia in bici. Da quel momento è cominciato tutto».
Hai sempre viaggiato in bicicletta?
«No, fino a cinque anni fa circa mi muovevo a motore. La bicicletta era un hobby e il lavoro un’altra cosa poi dopo un periodo di forte stress ho scelto di far coincidere le due cose».
Perché questa scelta?
«Mi piace il ritmo della vita e il fatto che in bici riesci a vedere i posti in modo autentico, a un passo diverso. Nell’inverno tra il 2011 e il 2012 ho studiato tutto, preparato la bici e me stesso e quando è arrivato il momento sono partito pedalando per la stagione estiva».
Ti sposti da solo?
«Prima con me viaggiava anche mia moglie ma da quando è nato nostro figlio ha dovuto, per forza di cose fermarsi. Ora ce n’è un altro in arrivo; mi piace pensare che un giorno viaggeremo tutti insieme in bici».
Viaggi tutto l’anno?
«Mi sposto prevalentemente d’estate, in inverno non è consigliato perché fa freddo e non ci si esibisce tanto per le strade. In quel periodo faccio i miei spettacoli nelle zone in cui abito. Nonostante senta la mancanza della mia famiglia durante i viaggi, amo il mio lavoro e il rapporto che si crea con il pubblico».
In che cosa consiste il tuo show?
«Lo spettacolo che propongo io è essenziale, due o tre numeri al massimo. Non di più. Quando il numero si perfeziona non c’è bisogno né di fare tante cose né di usare tanti attrezzi, viaggio leggero».
Quante cose porti con te in questi mesi?
«Di miei effetti personali, attrezzature a parte, c’è soltanto mezza borsa. In bici bisogna essere leggeri. Come capisco cosa portare e cosa no? È molto semplice. Prima di partire per il viaggio preparo tutto e faccio un giro di due o tre giorni, magari con qualche salita. Quando torno, tutto quello che non ho utilizzato non lo porto; so che non mi servirà». C’è un viaggio in particolare che vorresti intraprendere?
«Una volta alcuni artisti di strada, incontrati proprio qui a Ferrara, mi hanno chiesto di andare a fare il mio spettacolo a Mosca. Mi piacerebbe ma ora come ora, non me lo posso permettere. È un viaggio molto lungo, tra andata e ritorno sono due mesi, e non voglio passare così tanto tempo lontano da casa. Un giorno forse, chissà».
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