La Nuova Ferrara

L’ANGOLO DEL BUSKERISTA

Il piacere di “importunare” i turisti in città

Il piacere di “importunare” i turisti in città

Non abbiamo resistito alla tentazione di immolarci per la causa, dedicando la penultima giornata (per voi che leggete, ahimé, già l'ultima!) dei Buskers alle interviste. È che quando incappiamo in...

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Non abbiamo resistito alla tentazione di immolarci per la causa, dedicando la penultima giornata (per voi che leggete, ahimé, già l'ultima!) dei Buskers alle interviste. È che quando incappiamo in turisti a zonzo per la città dobbiamo per forza sapere cosa ci facciano qui, cosa cerchino, cosa abbiano trovato. Quindi, novelli Woody Allen, ci siamo aggirati molestando (speriamo non troppo), il prossimo. Si va da Horst e Jana, cinquantenni, lui austriaco, lei cèca, due figli, grandi fan degli Airpörtorgeler, il gruppo svizzero con gli örgeli, che seguono anche in trasferta, perché il padre di Horst, Marco, mancato da poco, suonava l’organetto anche lui, e se c’è una cosa che si adatta bene alla loro musica è proprio l’eco dei ricordi. Poi sono “inciampato” in Seamus e Julia, una quarantina di anni a testa, irlandese lui, inglese lei, grandissimi appassionati di Bassani, che finalmente sono riusciti a visitare la città dei Finzi-Contini e, sorridendo, ammettono che non se la aspettavano così “noisy” (rumorosa). Infine Martijn e Maaike (speriamo di averli scritti bene), carini, appena ventenni che, dall’alto della loro bicicletta a nolo, sorridendo, in un inglese perfetto mi hanno risposto: «Che domande! Per la musica!». Già. Che ingenui che siamo. Basterebbe guardare, ascoltare, per capire che è proprio lei il motore di tutto.

Riccardo Corazza

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