Con la Festa del libro ebraico Ferrara incontra l’Europa
Dibattiti, incontri, mostre e tavole rotonde in centro città tra passato e futuro Alle 15 nel giardino di Palazzo Roverella verrà consegnato il Premio Pardes
FERRARA. L’agenda di oggi della Festa del Libro Ebraico a Ferrara si apre alle 9.30, nella cornice rinascimentale del Giardino di Palazzo Roverella (Corso Giovecca 47), con il dialogo sugli “Stampatori ebrei a Ferrara” tra il Rabbino capo di Ferrara, Luciano Caro, e il direttore della testata Pagine Ebraiche, Guido Vitale, mentre la tavola rotonda su “La partecipazione degli ebrei italiani alla Prima Guerra Mondiale” (10.30) vede confrontarsi Alberto Cavaglion (Università di Firenze), Carlotta Ferrara degli Uberti (University College London), Gadi Luzzatto Voghera (Centro Documentazione Ebraica Contemporanea) e Anna Quarzi (Istituto Storia Contemporanea di Ferrara). A inframezzare i due incontri, la visita al cantiere del Meis, fissata per le 10 e curata dal segretariato regionale del ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo per l’Emilia-Romagna. L’ingresso all’area “work in progress” è da via Rampari di San Paolo e l’accesso sarà consentito solo ai visitatori attrezzati di scarpe adeguate.
Alle 12, mentre Ferrara Off fa tappa al bookshop del Meis (via Piangipane 81), per rendere omaggio a Giorgio Bassani con letture di poesie tratte dalle raccolte “Storie dei poveri amanti”, “Te lucis ante”, “Epitaffio” e “In gran segreto”, il Giardino di Palazzo Roverella è teatro dell’incontro “Il Talmud torna italiano”, con la presentazione del primo volume del Progetto Talmud: “Trattato Rosh Hashanà” da parte di Clelia Piperno (direttore del progetto), Rav Gianfranco Di Segni (coordinatore della traduzione) e Shulim Vogelmann (La Giuntina).
E dopo aver gustato i sapori ebraici presso il chiosco di ristoro casher allestito nel Giardino, si passa a celebrare il Premio Pardes di Cultura Ebraica, istituito dalla Fondazione Meis per valorizzare e diffondere la cultura e la tradizione ebraiche in Italia e in Europa. A partire dalle 15, il Presidente della Fondazione, Dario Disegni, assegna il riconoscimento allo scrittore e storico Riccardo Calimani per la saggistica, a Ernesto Ferrero (già direttore del Salone internazionale del libro di Torino e presidente del Centro internazionale di studi Primo Levi) per la carriera e all’autore Emilio Jona per la letteratura. A presentare i premiati, il giornalista Alberto Sinigaglia. La Festa prevede, inoltre, la tavola rotonda internazionale sul tema “Una memoria per il futuro: la missione dei musei ebraici”, che dalle 16.30, al Ridotto del Teatro Comunale, coinvolge i direttori di alcuni dei più importanti musei ebraici del mondo: da Paul Salmona del museo d’Arte e di Storia dell’Ebraismo di Parigi a Emile Schrjver del museo Ebraico di Amsterdam, da Dariusz Stola del museo di storia degli Ebrei Polacchi di Varsavia a Orit Shaham Gover del museo delle Diaspore di Tel Aviv, fino a Simonetta Della Seta, che dirige il Meis. Il confronto, introdotto dal Presidente Dario Disegni e moderato dal direttore de La Stampa, Maurizio Molinari, è in lingua inglese, con servizio di traduzione in italiano. Alla Sala Estense di Palazzo Roverella, gli incontri con l’autore sono animati da autorevoli ebraisti e nomi illustri della cultura, tra i quali Riccardo Calimani, Rav Roberto della Rocca, Simon Levis Sullam, Donatella Calabi, Mauro Perani e Sergio Minerbi. Nell’ambito del ciclo “Guardare e ascoltare, una storia da imparare”, vengono, invece, proiettati presso la videoteca e biblioteca Vigor (via Previati 18) il video “Il ghetto di Venezia, 500 anni di vita”, diretto da Emanuela Giordano, e “Un’intervista impossibile a Donna Gracia Mendes Nasi”, per la regia di Carlo Magri, mentre alle 19, nella sede dell’associazione “Rrose Sélavy” (via Ripagrande 46), taglio del nastro della mostra Alefbeth. Segni dell’alfabeto ebraico, a cura di Gloria Soriani.
Tutto il programma della Festa, dettagli per dettaglio, è disponibile sul sito internet www.meisweb.it.
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