L’ultimo lavoro di Della Rocca Da leggere e rileggere
«Questo è un libro che non risparmia la complessità del testo sacro - ha esordito Elena Loewenthal ieri mattina, presentando Con lo sguardo alla luna, del rabbino Roberto della Rocca - ma ne parla in...
«Questo è un libro che non risparmia la complessità del testo sacro - ha esordito Elena Loewenthal ieri mattina, presentando Con lo sguardo alla luna, del rabbino Roberto della Rocca - ma ne parla in maniera comprensibile; sono riflessioni su un testo antico, ma ci portano, pagina dopo pagina, nel presente più attuale». L’immagine della luna, al centro della riflessione del rabbino, rappresenta una metafora ben precisa: nella tradizione ebraica è l'astro cui tutto il popolo fa riferimento. «Non è soltanto una stella - ha spiegato infatti l'autore del libro - ma un archetipo identitario». Lo splendore del Sole, e con esso il suo ciclo quotidiano di alba e tramonto, si contrappone al lungo e umile percorso mensile lunare, e allo stesso modo, secondo il rabbino, il popolo ebraico non si fa distrarre né mettere in ombra dalle grandi culture che lo precede, affianca e segue nel tempo: «Per cambiare e crescere - ha affermato ancora - è necessario volgersi all’astro più piccolo, a volte invisibile, senza farsi abbagliare solo dalla lucentezza del Sole». L’ebraismo è da sempre considerato sinonimo di minoranza, un popolo “decentrato”: secondo il rav. Della Rocca, in effetti, un popolo che ha costruito, più che meraviglie architettoniche, “cattedrali del tempo”, come ad esempio la conservazione col trascorrere dei secoli dello spazio sacro del sabato. Un’altra riflessione messa in luce dal rabbino è quella sul binomio passato/futuro: in ebraico le parole hanno la stessa radice linguistica, e la metafora ricorrente dell’arco contribuisce a chiarire questo legame: «Per scoccare al meglio la freccia - ha concluso l'autore - il segreto è tendere la corda indietro: bisogna introiettare dentro di sè ciò che è successo prima, anche se ingombrante o scomodo, per lanciarsi in avanti. La sfida è trovare qualcosa di nuovo in ciò che è antico, scoprendo emozioni diverse da vivere».
Irene Lodi
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