Storie del Po raccontate agli studenti
Sgarbi e Cazzola al politecnico con “Il pesce siluro è innocente”
Un pescatore al politecnico davanti a 120 studenti. Succede a Piacenza nel workshop del politecnico di Milano dove i ragazzi, per lo più stranieri, avranno modo di approfondire il tema del rapporto fra l’uomo e il paesaggio e quello del rapporto fra il cinema e il Grande Fiume a partire dal documentario di Elisabetta Sgarbi “Il pesce siluro è innocente”, seconda parte di “Due Volte Delta”, opera cinematografica dedicata alle storie umane che sul Po nascono e si sviluppano. Dopo la proiezione ne discuteranno con gli studenti Elisabetta Sgarbi insieme a Doriano Cazzola, che oltre ad essere protagonista e ispiratore del film è uno degli ultimi uomini che vive sul Delta del Po. Il primo parallel event di Oc open city International Summer School 2016, in programma oggi a partire dalle 10 presso il Padiglione Nicelli del Campus Arata, permetterà ai 120 studenti iscritti al workshop del Politecnico di Milano di avere uno sguardo inedito e di straordinario fascino sull’elemento geografico e territoriale, il Po, che fa da sfondo alle sperimentazioni progettuali. A celebrare questa unione è uno dei personaggi più noti della cultura italiana, Elisabetta Sgarbi, regista e direttrice editoriale della Bompiani fino a novembre scorso e poi fondatrice della casa editrice La Nave di Teseo. Per la prima volta lecturer della Summer School, Elisabetta Sgarbi illustrerà e proietterà un suo lavoro del 2014, il documentario “Il Pesce siluro è innocente”, seconda parte di “Due Volte Delta”, opera cinematografica dedicata proprio alle storie umane che sul Po nascono e si sviluppano. In particolare “Il Pesce siluro è innocente” fornisce un ritratto inedito di due pescatori di anguille nella sacca di Goro e di un uomo dediti alla raccolta delle vongole e delle cozze, nel Delta del Po, in una delle ultime resistenti valli da pesca: sono vite che si svolgono lungo il fiume, seguendone il ritmo e le stagioni. Ed è proprio in questo stretto connubio uomo-paesaggio che sta il principale motivo di interesse per la Summer School: l’obiettivo è comunicare agli studenti, molti dei quali provenienti dall’estero, un rapporto di influenza ed unione la cui comprensione deve diventare elemento fondamentale di ogni azione trasformativa e di progetto.
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