“Avanti il prossimo”, storie di prostituzione e pregiudizi
Giovanna De Simone, nel suo romanzo d’esordio “Avanti il prossimo. Storie di ordinaria prostituzione”, edito da Biancaevolta, riesce a raccontare con sapiente ironia il dramma della tratta delle...
Giovanna De Simone, nel suo romanzo d’esordio “Avanti il prossimo. Storie di ordinaria prostituzione”, edito da Biancaevolta, riesce a raccontare con sapiente ironia il dramma della tratta delle giovani ragazze straniere, soprattutto nigeriane, che in Italia sono costrette a prostituirsi per liberarsi del debito contratto nel loro paese d’origine. Le giovani vengono infatti adescate e, con la prospettiva di una vita migliore, sono indotte a venire in Italia o altri stati dove poi sono costrette a esercitare la prostituzione. Il libro, edito lo scorso maggio, trae spunto dalla realtà quotidiana dell'autrice che lavora in un progetto del Centro Donna Giustizia di Ferrara “Oltre la strada”, che mira a contrastare il fenomeno della tratta e a aiutare le vittime di questo reato a integrarsi nella società. «È un romanzo che trae spunto dalla realtà - spiega Giovanna De Simone - e la scrittura è per me un veicolo di sfogo, un mezzo per mettere una distanza». Protagonista del romanzo è Tina, l'operatrice sociale che quotidianamente deve conciliare la vita familiare con quella professionale, che la vede impegnata nel gestire percorsi di inserimento lavorativo per le ragazze che si rivolgono a lei. In Tina si può riconoscere un alter ego della scrittrice, che precisa che «Tina è un po' tutte le operatrici sociali, un personaggio che prende tutte le sofferenze e poi scoppia». Accanto alla protagonista, si muovono una miriade di personaggi, dai poliziotti, alle giovani prostitute, al marito e al figlio, solo per citarne alcuni. L’altra protagonista è Blessing, una donna nigeriana,«somma di tutte le ragazze nigeriane che si rivolgono a noi. Con le ragazze si instaura un rapporto che va oltre la professione e l'amicizia, per loro sei un punto di riferimento. Quello che vorrei che emergesse da questa realtà è che potremmo essere noi al loro posto, se fossimo nate in Nigeria». Il libro permette di conoscere un mondo spesso avvolto dal pregiudizio.
Veronica Capucci
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