La Nuova Ferrara

A Palazzo Schifanoia per dedicarsi all’ozio

A Palazzo Schifanoia per dedicarsi all’ozio

Risalente al 1385, contiene uno dei cicli pittorici a carattere profano più importanti del Quattrocento

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È una delle mete fisse per chi arriva da turista (o viaggiatore) a Ferrara. Palazzo Schifanoia è un edificio risalente al 1385, oggi sede di un museo. Il nome (che, letteralmente, significa "che schiva la noia") voleva sottolineare il suo carattere di divertissement. Venne eretto su commissione di Alberto V d'Este (1385) su base quadrangolare, senza ali laterali: era pensato come un luogo di ristoro, in cui consumare pasti e dedicarsi all'ozio, con una facciata urbana ed una seconda nel giardino: come equivalente della villa suburbana dell'antica Roma, precedette il modello rinascimentale che a Roma fu rappresentato dal Belvedere costruito da Niccolò V. L'edificio fu trasformato e ampliato soprattutto all'epoca di Borso d'Este, nel 1452. La sua investitura come duca di Ferrara, ad opera del papa Paolo II, fu l'occasione per commissionare il ciclo di affreschi (1469). Rendendo il palazzo contraltare del Palazzo della Ragione, sede del Comune prima dell'avvento della Signoria, all'architetto Pietro Benvenuto degli Ordini fu commissionato un appartamento ducale al primo piano, con un salone per ricevere ambasciatori e delegazioni. Nel 1468 venne completata la sopra-elevazione, mentre nel 1493 il palazzo venne coronato da una cornice di terracotta. Il palazzo è soprattutto famoso per gli affreschi del Salone dei Mesi, tra i cicli pittorici parietali a carattere profano più importanti del Quattrocento italiano. Il programma iconografico fu affidato all'astrologo e bibliotecario di corte Pellegrino Prisciano, vi parteciparono collettivamente i migliori pittori della scuola ferrarese, tra i quali Baldassare d'Este, Ercole de' Roberti e Francesco del Cossa.

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