La Nuova Ferrara

premio granzotto al vicedirettore del corriere

Polito ha ‘stile’ ma parla chiaro: elezioni nel 2018, economia giù

Polito ha ‘stile’ ma parla chiaro: elezioni nel 2018, economia giù

«Si vota comunque nel 2018? Secondo me è così, perché se al referendum vince il No bisogna cambiare la legge elettorale, e se invece prevale il Sì non credo che Renzi si senta così forte, con l’attual...

3 MINUTI DI LETTURA





«Si vota comunque nel 2018? Secondo me è così, perché se al referendum vince il No bisogna cambiare la legge elettorale, e se invece prevale il Sì non credo che Renzi si senta così forte, con l’attuale situazione economica, da anticipare il voto. È la seconda volta che la legislatura potrebbe finire a scadenza naturale perché... non possiamo fare altro». Antonio Polito ha innaffiato il riconoscimento Granzotto («mi tremano le vene ai polsi nel leggere l’elenco di chi lo ha vinto») con abbondanti dosi di prodotti delle vigne che conosce meglio: la politica e l’economia. Lui del resto è stato, oltre che giornalista, anche esponente della Margherita e fondatore di un giornale come il Riformista, molto attento ai temi dell’economia non solo pubblica. Normale, in fondo, per uno che iniziò la professione a 18 anni come correttore di bozze alle Arti grafiche Boccia, l’azienda del presidente di Confindustria dal quale ha ricevuto la Colubrina d’argento. E l’attuale vicedirettore del Corsera ha messo il dito nelle piaghe del debito pubblico e della mancata crescita, che ieri, stranamente per un palco confindustriale in altri tempi capace d’infiammarsi e appassionarsi su questi temi, nessun altro sembrava aver voglia di stuzzicare. «L’economia secondo me è ancora in crisi, lo è da 15 anni - ha detto Polito senza peli sulla lingua - Dal 2008 abbiamo perso 10 punti di Pil che a questo ritmo ci metteremo vent’anni per recuperare e il nostro tasso di occupazione è superiore solo a quello di Croazia e Grecia. Secondo me la situazione è più pesante di quanto ci viene detto. Anche il fatto di aver ritirato per due volte di seguito la candidatura di Roma alle Olimpiadi è un segnale di questa crisi». E Roberto Napolitano, direttore del Sole 24 Ore e presidente della giuria tecnica del premio, ha preso l’abbrivio da qui per ricordare le tante occasioni sprecate dall’Italia, «il presidente Ciampi portava sempre con se un foglio bianco dove c’era scritto l’impegno preso con l’Europa dopo l’ingresso nell’Euro: avanzo primario ogni anno. Ci eravamo quasi riusciti, bastava continuare per un paio d’anni e invece...».

Tornando alla politica, Polito ha regalato punti di vista equilibrati (quasi a confermare lo «stile nell’informazione» che è il sottotitolo del premio) e non scontati su quasi tutti gli argomenti di attualità. La riforma costituzionale «contiene elementi positivi, l’eliminazione della seconda Camera, e negativi, visto che lo fa male e si aggiunge ad una legge elettorale che fa malissimo. Certo, cambiare una legge elettorale addirittura prima di applicarla...». Gli M5s sono ancora diversì? «Credo di sì, anche troppo per i miei gusti perché non si capisce bene chi comanda lì. Meglio loro, comunque, che i razzisti e gli xenofobi in ascesa in Francia, Germania, Inghilterra». Quanto a Stefano Parisi, il potenziale federatore del centro destra, bisogna vedere se Berlusconi gli farà superare quel punto dove ha bloccato tutti gli altri potenziali eredi, «il punto è se ha quel quid » hanno scherzato sul palco lui e Cesara Buonamici. Entrambi hanno fatto gli auguri per gli 80 anni di Berlusconi, «li compie il 29 settembre come Bersani. No, intendo che Bersani ne compie 65». Gaffe rimediata, con stile. (s.c.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google