La Nuova Ferrara

Testa a testa serrato tra i quattro finalisti

A memoria dei veterani del premio, raramente la vittoria è stata più incerta. Sono servite cinque votazioni, nel corso della mattinata a Palazzo Roverella dove erano riunite le giurie, quella tecnica...

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A memoria dei veterani del premio, raramente la vittoria è stata più incerta. Sono servite cinque votazioni, nel corso della mattinata a Palazzo Roverella dove erano riunite le giurie, quella tecnica formata dai giornalisti e quella popolare.

Ma soprattutto a impressionare è la distribuzione delle preferenze dopo il primo giro d’urna: Pignedoli 13, Feltri 12, Morando

e Nuzzi 9 a testa. Antipasto di una corsa davvero serrata. «L’equilibrio è una cosa nuova, le altre volte c’era lo sconfitto già al primo voto», nota Alberto Faustini, nella veste di presidente dei giurati. Che hanno discusso vivacemente per più di due ore, difendendo a spada tratta la propria scelta e provando a conquistare adesioni al proprio autore preferito. Intervengono tra gli altri il magistrato Nicola Proto, l’ex direttrice del Museo Archeologico Caterina Cornelio e l’ex presidente del consiglio comunale Francesco Coloiacovo. Alla terza votazione, quella in cui il quorum scende dalla maggioranza dei due terzi a quella più lieve della metà più uno, il quadro si delinea più chiaramente: il granaio di Nuzzi (ora appena tre preferenze) si svuota in favore della Pignedoli (17), più o meno stabili Morando (12) e Feltri junior (11). Ma nella quarta tappa la Pignedoli si issa a quota 20, pregustando l’ufficializzazione della vittoria al turno successivo, che arriva implacabile al pari delle lacrime sul viso di chi non pensava possibile un tale traguardo. (f.t.)

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