Ferrara al centro del mondo
Dieci anni di Internazionale in città, fino a domenica incontri e dibattiti sull’attualità
FERRARA. La decima edizione di Internazionale a Ferrara, il festival di giornalismo che ogni anno radura centinaia di relatori e migliaia di spettatori che per tre giorni trovano nella città un “salotto a cielo aperto” nel quale potersi confrontare su tematiche sociali, politiche e culturali legate all’attualità mondiale, si aprirà ufficialmente domani mattina alle 10,30 con la consegna del premio giornalistico “Anna Politkovkaja” che quest’anno verrà consegnato al giornalista egiziano Hossam Bahgat. All’inaugurazione, che come di consueto si svolgerà all’Apollo (in piazza Carbone, 35), parteciperanno anche Paola Deffendi e Claudio Regeni, genitori di Giulio Regeni, giovane ricercatore morto in circostanze misteriose lo scorso febbraio in Egitto. Oggi alle 20,30, si terrà l’anteprima della rassegna al cinema Boldini con la proiezione di “Lo and behold-internet: il futuro è oggi”, documentario di Werner Herzog. Il festival di Internazionale, che lo scorso anno portò a Ferrara circa 71mila persone in tre giorni, è stato presentato ieri mattina in municipio. «Il festival - ha introdotto Massimo Maisto, vicesindaco - ci iuta a fare di Ferrara una città pensante. Per tre giorni si tramuta e da città di provincia diventa il centro del mondo. Non si tratta di un weekend fuori dall’ordinario perché Ferrara tutto l’anno lavora per essere viva e aperta a livello culturale e intellettuale». A Luisa Cifolilli, direttrice della rassegna per il secondo anno, il compito di illustrare il cartellone: «Questa edizione rappresenta per noi un anniversario importante, un traguardo reso possibile dalla collaborazione virtuosa che abbiamo con la città e con gli enti che collaborano con noi. Festeggiamo dunque questa ricorrenza con alcuni dei giornalisti più importanti che collaborano con Internazionale. Tra i vari - prosegue - ci saranno infatti Dan Savage, Oliver Burkeman, David Randall e Paul Mason. Non mancheranno inoltre musica, film, documentari, mostre e workshop».
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Ad Alice Bolognesi, di Arci Ferrara, il compito di snocciolare alcuni numeri legati al festival. «Ci sono 15 workshop con già 432 iscritti (paganti), 18 alberghi e 12 ristoranti coinvolti, 22 location, 4 scuole impegnate con un centinaio di studenti, 18 ragazzi che lavorano nella produzione e - conclude - 74 responsabili di spazio». Alla presentazione è intervenuto anche il sindaco di Portomaggiore Nicola Minarelli che, per la prima volta, porta in territorio portuense il festival: «Lo scorso anno abbiamo organizzato un incontro “in piccolo” ma quest’anno possiamo dire di essere davvero all’interno del festival. Mi auguro che sia l’inizio di una collaborazione che porti Internazionale anche al di fuori delle mura cittadine». Dal punto di vista economico e di crescita del territorio il presidente della Camera di Commercio Ferrara, Paolo Govoni, ha spiegato come «uno sviluppo armonico e consapevole del territorio non può prescindere dalla cultura, dalla valorizzazione delle eccellenze e quindi anche del turismo». L’università e il conservatorio di Ferrara anche quest’anno entrano in gioco a tutto campo mettendo a disposizione non solo spazi per gli incontri ma anche idee e allievi per appuntamenti del cartellone principale e collaterale. Quest’anno il festival arriva anche in zona Gad; in piazzale Giordano Bruno verranno infatti proiettati due film: “Mafia liquida” e “I ricordi del fiume” (domani dalle 21,30). «Sono abituata a vivere a Roma e mi fa sorridere parlare di “estrema periferia a Ferrara” ma - conclude la Cifolilli- sono contenta di arrivare anche in quella parte della città».
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