La Nuova Ferrara

«Il mio impegno per Regeni» Il festival premia Bahgat

di SAMUELE GOVONI
«Il mio impegno per Regeni» Il festival premia Bahgat

Consegnato via Skype il premio “Politkovskaja” all’egiziano Hossam Bahgat «Anna mi ha trasmesso coraggio, è un onore ricevere questo riconoscimento»

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SAMUELE GOVONI. Gesti e usanze in queste circostanze non si scordano e non cambiano. La gente si mette in coda davanti all’ingresso, aspetta il proprio turno e baratta temporaneamente il proprio documento di identità con un paio di cuffie per usufruire della traduzione simultanea e partecipare così ai dibattiti internazionali. Tutto si ripete uguale, con spontaneità, come in un rito o, come ha detto il sindaco Tiziano Tagliani: «Come durante una cena natalizia tra parenti».

Alle 10 del mattino la fila per entrare al cinema Apollo è già lunga. Alle 10,30 sul palco della sala uno davanti a 500 persone si apre ufficialmente la decima edizione del festival di giornalismo Internazionale a Ferrara. Il direttore e fondatore della rivista, Giovanni De Mauro, rompe il ghiaccio: «È con una forte emozione e una certa ansia che inauguriamo la decima edizione del festival Internazionale a Ferrara – afferma De Mauro - Grazie alla città che ogni anno ci accoglie a braccia aperte e grazie a tutti coloro che partecipano a questa piccola invasione». Poi il microfono è passato al primo cittadino che ha aggiunto: «È un appuntamento a cui teniamo molto che fa di Ferrara una realtà plasmabile, che in questi tre giorni mette a disposizione il meglio di sé. Gli incontri e i dibattiti sono un momento di respiro internazionale per i nostri giovani. I danni del terremoto - conclude Tagliani - sono ancora qua e là visibili in città e il “sisma nel mondo” che viene affrontato durante questi giorni, ci aiuta a conoscere e scoprire comunità e realtà diverse perché il mondo sta cambiando». Tra il pubblico ci sono anche Paola Deffendi e Claudio Regeni, i genitori di Giulio (giovane ricercatore ucciso lo scorso gennaio in Egitto dopo essere stato brutalmente torturato), con l’immancabile bandiera con scritto: “Verità per Giulio Regeni”.

Un paio di file più indietro c’è anche Patrizia Moretti, madre di Federico Aldrovandi. Le due donne scambiano qualche parola, qualche lacrima e si salutano con un sorriso affettuoso. Dopo i saluti di Gabriele Eminente, direttore generale di Medici Senza Frontiere, e degli altri relatori, si è proceduto con la consegna del premio “Anna Politkovskaja”, giunto quest’anno alla sua ottava edizione. Il riconoscimento è andato al reporter egiziano Hossam Bahgat per la sua attività cronistica. Bahgat non ha potuto partecipare fisicamente alla cerimonia ma ha salutato via Skype. «Quest’anno è l’anno della tragica morte al Cairo, Giulio Regeni e ci è sembrato indispensabile rivolgere la nostra attenzione a un Paese come l’Egitto dove la libertà di stampa è gravemente minacciata. Hossam - ha letto Tagliani nelle motivazioni che hanno portato al premio - è un giornalista scomodo ed è per il suo impegno nella ricerca della verità, nella difesa dei diritti umani e della libertà di espressione che abbiamo scelto di consegnare a lui il premio “Anna Politkovskaja”». Dopo una lunga serie di applausi da parte del pubblico, il giornalista ha salutato attraverso il grande schermo la sala trattenendo a stento la commozione. «È un onore e un piacere per me poter ricevere questo premio. Anna per me è stata fonte di ispirazione e mi ha dato forza e coraggio nei momenti più difficili». Poi rivolgendosi direttamente ai genitori di Giulio Regeni ha continuato: «Sono molto addolorato per quanto è accaduto a vostro figlio. Vi sosterrò - conclude - passo dopo passo nella ricerca della verità perché è giusto conoscere, è giusto che sia fatta chiarezza e giustizia».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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