La situazione è cambiata dopo l’11 settembre
La situazione delle donne oggi in Afghanistan è a luci e ombre. La strada da percorrere è ancora lunga, tanto che tutt’ora «l’Afghanistan è ritenuto il paese più pericoloso al mondo per le donne», ha...
La situazione delle donne oggi in Afghanistan è a luci e ombre. La strada da percorrere è ancora lunga, tanto che tutt’ora «l’Afghanistan è ritenuto il paese più pericoloso al mondo per le donne», ha spiegato Horia Mosadiq, attivista afgana intervenuta al dibattito “La Kabul delle donne”, moderato dal giornalista Stefano Liberti. Haria ha parlato della sua storia come attivista e della condizione attuale delle donne in Afghanistan. «Nel mio paese sono cambiate le cose. Ero bambina quando ci fu l’invasione russa, con una violazione sistematica dei diritti umani. Già allora si combatteva per la giustizia. Dopo 37 anni di conflitto e violazioni, i miei figli sono ancora testimoni di quelle violazioni di cui fui testimone io. Nel 1992 si assiste all’arrivo dei mujahidin, voluti dagli Usa e dall’Occidente, che allontanano le truppe comuniste, ma instaurano un regime basato su terrore e massacri. Kabul era un campo di battaglia, come oggi è Aleppo. Alla fine degli anni '90, si formano i gruppi talebani, che ben presto instaurano una sharia severa. Niente cinema, televisioni, le donne non possono studiare, gli uomini si devono recare 5 volte al giorno in moschea». La situazione ha cominciato a cambiare dopo l'11 settembre, quando il mondo ha guadato l'Afghanistan, e sono partiti campagne di protezione per la tutela delle donne. «Ora 6 milioni di bambini vanno a scuola, il 36% è femmina,le donne ricoprono ruoli in tutti i settori». «Negli ultimi 14 anni si è fatto molto per sensibilizzare le donne alla consapevolezza dei propri diritti, ma nulla per gli uomini». (v.c.)
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