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chiamatemi zingaro

Popolazione rom, tra realtà e luoghi comuni

Una situazione complessa quella della popolazione rom, sottoposta in tutti i paesi europei a affrontare numerosi problemi, e l’Italia è un pessimo esempio. È chiaro il giudizio espresso da Valeriu...

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Una situazione complessa quella della popolazione rom, sottoposta in tutti i paesi europei a affrontare numerosi problemi, e l’Italia è un pessimo esempio. È chiaro il giudizio espresso da Valeriu Nicolae, giornalista e attivista dei diritti umani intervistato ieri durante “Chiamatemi zingaro” dai ragazzi di Occhio ai media, che segnalano gli articoli discriminatori verso le minoranze e li segnalano sul loro sito. «I messaggi contro i rom sono accettabili da parte della società, anche ciò che sarebbe considerato inammissibile per altre minoranze», ha spiegato Nicolae. Le responsabilità però, per l’attivista, sono da ricercare a più livelli. Da un lato, i rom non hanno uno stato d’apparenza che li difenda, dall’altro, «noi facciamo poco per integrarci nella società». La situazione attuale è complessa secondo l’attivista, che ha raccontato di aver vissuto sei giorni e sei notti in un campo rom di Roma degradato. «Ho visto attività illegali e criminali, gestite sia da reti italiane sia rom. Mancava un presidio di polizia, erano costretti a convivere gruppi di rom che appartenevano a etnie diverse e non andavano d’accordo, ma c’erano anche persone serissime che facevano sforzi per integrarsi nella società. La nostra responsabilità come attivisti è anche quella di eliminare questi abusi». Nicolae ha ricordato un bambino rom, conosciuto in un ghetto a Bucarest, che «a 9 anni viveva in un appartamento di 20 metri quadrati, abbandonato perché gli adulti si drogavano. Non sapeva né leggere né scrivere. Ora, dopo 8 anni, è vice campione nazionale di street dancing, lavora in un a pizzeria e sta studiando». (v.c.)

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