La Nuova Ferrara

Uniti in Europa contro i nazionalismi

Uniti in Europa contro i nazionalismi

I video dei ragazzi del classico e dello scientifico hanno acceso il dibattito su Brexit, diritti umani e cittadinanza

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«Il tema è cool, è sexy, è l’Europa». Con questa simpatica premessa Federico Taddia, conduttore e giornalista di Radio24, ha aperto la conferenza tenutasi ieri mattina alla Sala Estense. Anche se, al giorno d’oggi, questo è un tema scottante, i ragazzi dei licei Ariosto e Roiti hanno deciso di fornire, attraverso quattro video, degli spunti di dibattito che sono stati accolti da Eva Giovannini, inviata del programma di Rai3 Ballarò, da Ewelina Jelenkowska-Lucà, capo del settore Stampa e Media presso la rappresentanza in Italia della Commissione Europea, e da Moni Ovadia, attore teatrale e scrittore.

Nel primo video, i ragazzi del Liceo Roiti hanno affrontato temi come la Brexit e il trattato di Dublino e la forte mancanza di senso di appartenenza alla comunità europea. La domanda è quindi stata la seguente: “Su cosa si potrebbe lavorare per aumentare il senso di cittadinanza?” A rispondere per prima è Eva Giovannini che afferma «Il concetto di identità è fondamentale», se questa manca ritorniamo a un’assenza di diritti. Per questo una prospettiva di nazionalismo in nome dell’identità è molto pericolosa. Moni Ovadia è d’accordo e aggiunge che «Il nazionalismo è la peggiore peste del mondo; con esso si arriva alla guerra civile, ai regimi e alla dittatura». Dobbiamo ricordare sempre la nostra origine universale e la nostra appartenenza soprattutto a una cultura Occidentale che ha definito la nostra formazione, ciò che siamo. Perciò non possiamo definirci “non europei” e, secondo lo scrittore, dovremmo cercare di diffondere questo sentimento portandolo nella quotidianità, anche attraverso la creazione, per esempio, di una squadra calcistica e un cinema europeo. Ewelina Jelenkowska-Lucà invece racconta in modo più emotivo il suo rapporto con l’Unione Europea. Secondo lei, infatti, l’emozione è ciò che manca, perché troppo spesso la gente confonde l’euro e le istituzioni con quello che l’Europa rappresenta davvero. Per lei è «Carta igienica profumata» (l’oggetto del desiderio di quando era bambina), ovvero sicurezza.

I ragazzi del Liceo Ariosto hanno poi presentato il secondo video riguardante la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo. Citando alcuni articoli della Costituzione, hanno evidenziato numerose contraddizioni tra teoria e realtà, talmente pronunciate da farci pensare a una dichiarazione dei diritti disumani. I primi due esperti sono stati concordi nell’affermare che è fin troppo facile non rispettarli, in quanto non c’è il rischio di incorrere in sanzioni. Al giorno d’oggi ognuno di noi è portatore di grandi contraddizioni: prima di giudicare l’Europa bisognerebbe giudicare se stessi. Secondo la Giovannini, per esempio, non ha senso comprare prodotti che sappiamo essere risultato dello sfruttamento degli immigrati e poi lamentarci della violazione dei loro diritti. Come detto da Jelenkowska-Lucà, dovremmo cercare di trovare una soluzione invece di continuare a criticare inutilmente.

I ragazzi del Liceo Roiti hanno poi affrontato il tema della percezione dell’Europa attuale, descrivendola come un gioco di potere per fini economici. “Sarà mai possibile che la situazione economica europea si stabilizzi?” hanno chiesto i ragazzi. A questo proposito Ovadia e Giovannini hanno presentato due opinioni contrapposte. Mentre Ovadia critica fortemente la politica, definendola senza potere rispetto alle grandi multinazionali e banche che gestiscono l’economia mondiale, la Giovannini crede che proprio la politica sia fondamentale per dare strapotere a queste potenze economiche.

Giungiamo quindi al punto focale della conferenza: i nostri esperti sarebbero pro o contro il fare tabula rasa dell’Unione Europea? La risposta unanime è un secco “no”. Nessuno di loro crede che si possa ripartire da zero, in quanto questo scatenerebbe numerosi conflitti e diseguaglianze. Ovadia specifica quali sono i tre punti fondamentali per creare un’Europa migliore: l’educazione alla cittadinanza, l’intransigenza verso coloro che violano i diritti umani e il dialogo tra i Paesi. L’unione non si può costruire senza una vibrante dialettica: «Chi combatte può vincere, chi non combatte ha già perso».

Ines Ammirati

Laura Oppi

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