Al Comunale il dramma dell’immigrazione
Un dibattito attuale, quello svoltosi ieri al Teatro Comunale, “Muri, rifugiati ed egoismi nazionali”, nel giorno in cui in Ungheria si stava votando per il referendum popolare sull’accettazione o...
Un dibattito attuale, quello svoltosi ieri al Teatro Comunale, “Muri, rifugiati ed egoismi nazionali”, nel giorno in cui in Ungheria si stava votando per il referendum popolare sull’accettazione o meno delle quote di richiedenti asilo. Eva Giovannini, che ha moderato il dibattito, ha dato alcuni dati: 1300 i richiedenti asilo in Ungheria su una popolazione di 10 milioni di abitanti. Sul tema sono intervenuti Andrea Bohm, Die Zeit, Loris De Filippi, Msf, Nick Malkoutzis, giornalista greco, e Stefano Manservisi, della Commissione Europea. Di quesito falso parla Stefano Manservisi, «il referendum riguarda tutti. Viviamo in una comunità fondata sul diritto, e l’Ungheria sfida la legge».
Loris De Filippi, ritiene che vi siano responsabilità europee. «L’accordo tra l’Europa e la Turchia per la gestione dell’afflusso dei migranti ha delle conseguenze. Tra cui quello di creare precedenti. Msf ha rifiutato dopo il trattato con la Turchia, il finanziamento di 122 milioni di euro tra il 2015 e 2016. Abbiamo rinunciato perché non si utilizza l’azione umanitaria come contenimento di persone che sfuggono dalla guerra».
Loris De Filippi rifiuta la distinzione tra richiedenti asilo e migranti economici. «Le persone che raccogliamo in mare sono donne, bambini, anziani, uomini. Con 3 imbarcazioni abbiamo salvato 35mila persone in 18 Paesi. Per anni la Turchia è stata lasciata sola ad accogliere i siriani. Noi, 28 Stati membri, tra i Paesi più democratici, non ci rendiamo conto che se non condividiamo le persone perdiamo un’occasione di ricrescita etica». (v.c.)
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