La Nuova Ferrara

I signori del cibo

Cosa c’è dietro quello che mettiamo in tavola

«I signori del cibo è una lettura che fa parte di una tradizione esigua nel panorama italiano - ha dichiarato Pietro del Soldà, presentando l’ultimo titolo di Stefano Liberti nel chiostro di san...

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«I signori del cibo è una lettura che fa parte di una tradizione esigua nel panorama italiano - ha dichiarato Pietro del Soldà, presentando l’ultimo titolo di Stefano Liberti nel chiostro di san Paolo, domenica pomeriggio - l’autore ha voluto guardare cosa c'è dietro il cibo che mangiamo, arrivando anche a conoscere scenari inquietanti di macro economia e geopolitica». L’appuntamento proposto dal Festival di Internazionale mette in luce un esempio di giornalismo reale, realizzato andando direttamente dai produttori in giro per il mondo, dai pescatori baschi di tonno, alle piantagioni e agli allevamenti di suino negli Stati Uniti. Il libro è diviso in quattro sezioni che corrispondono ad alcuni alimenti alla base dell'alimentazione mondiale: carne di maiale, soia, tonno e pomodoro concentrato. «Ho scelto queste quattro filiere come paradigma di un sistema che volevo esplorare, e ho voluto riflettere allo stesso tempo su come sta cambiando il capitalismo mondiale», ha raccontato Liberti. Viaggiando, l'autore ha conosciuto realtà a tratti sconvolgenti, dal modello statunitense di allevamento di suini, che ha cominciato a essere esportato anche in Cina, alle distese sconfinate di soia nelle piantagioni del Sud America. «Il modello del North Carolina è vincente nel continente asiatico - ha spiegato Liberti - perché incontra i gusti occidentalizzanti del ceto medio cinese, al quale bisogna sempre garantire l’accesso a un’idea di ricchezza». Dalla regione del Sol Levante, nazione principale consumatore di carne di suino, parte un triangolo alimentare che passa attraverso l’America e il Brasile: «Lì mi sono trovato in una regione gigantesca, appena sotto la foresta amazzonica, dove gli ex coloni sono diventati grandi imprenditori che controllano la terra: sono isole di allevamenti intensivi in un oceano di soia».

Irene Lodi

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