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Internazionale, uno sguardo sul mondo

Internazionale, uno sguardo sul mondo

Editoriale del giorno e rassegna stampa, il primo atto per rimanere informati su quello che accade negli altri Paesi

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La mattinata dell’ultimo giorno di Internazionale si é aperta ieri con l’editoriale del giorno a cura di Bernard Guetta, giornalista francese ed esperto di politica, e con la rassegna stampa di Internazionale.

Bernard Guetta ha iniziato il suo intervento concentrandosi su paesi come Spagna, Francia e Inghilterra. In Spagna il segretario del partito socialista, Pedro Sancez, ha dato le sue dimissioni, in Francia Jupé, candidato alle elezioni presidenziali per il centro destra, ha dichiarato che non é un problema se alcuni elettori di sinistra votano per lui e in Inghilterra si attende il discorso che il primo ministro inglese, Theresa May, terrà per indebolire il già compromesso partito laborista. Osservando questi tre paesi, notiamo che la social democrazia risulta fortemente indebolita a causa di una serie di eventi che si sono verificati a partire dagli anni ’60. Guetta afferma che la social democrazia é nata ed é giunta a compromessi con le potenze dopo la seconda Guerra Mondiale, in quanto quest’ultime erano spaventate dalla rapida espansione del comunismo. Il suo declino invece, comincia con la fine del processo di ricostruzione che porta all’inizio della disoccupazione e, di conseguenza, ad una disparità tra datore di lavoro e impiegato. Continua, più o meno alla metà degli anni ’70, con le classi medie che iniziano una rivolta fiscale contro l’eccessiva tassazione. Negli anni ’80 assistiamo al crollo del partito comunista; alla luce di questo fatto, le grandi potenze che prima erano scese a compromessi con i socialisti, non hanno più ragioni di sostenerli. Negli anni ’90 la nuova rivoluzione industriale porta ad un indebolimento delle vecchie industrie che, non avendo più una grande concentrazione di operai, non riescono a giustificare le rivolte sociali. Inoltre il partito social democratico perde forza in quanto molte industrie vengono delocalizzate in paesi come Cina, Vietnam e Africa, dove non devono rispettare la legislazione sociale del loro Stato. Secondo Guetta la soluzione per portare un miglioramento a questa situazione di crisi sociale starebbe nel ricostruire su scala continentale un’unica potenza capace di negoziare con il capitale. L’unione europea potrebbe rappresentare la soluzione anche se, in realtà, viene erroneamente vista come la causa di tutti i problemi. Così il giornalista ha concluso il suo intervento lasciando la parola alla rassegna stampa di Internazionale, in cui sono state velocemente presentate le notizie di maggiore attualità. Ieri ci sono state le votazioni per il referendum sull’immigrazione in Ungheria, che ha suscitato molto scandalo per la politica discriminatoria intrapresa dal presidente Orban. Un altro referendum molto significativo in Colombia porterà (si spera) all’approvazione degli accordi di pace tra Santos e il leader del Farc, movimento di guerriglia che da anni dilania il Paese. Sempre parlando di rivoluzioni, in Polonia sono in corso delle manifestazioni contro il progetto di legge per vietare l’aborto. Infine, per concludere, continuano i bombardamenti sugli ospedali di Aleppo, aumentando di giorno in giorno il numero di vittime tra i civili.

Ines Ammirati

Laura Oppi

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