Folla per il duo Ainis e Sgarbi tra bellezza e costituzione
«L’identità italiana è la bellezza - ha esordito Vittorio Sgarbi - l’importanza straordinaria del suo patrimonio artistico. Un preambolo che dovrebbe essere “garanzia e diletto dei forestieri”, se...
«L’identità italiana è la bellezza - ha esordito Vittorio Sgarbi - l’importanza straordinaria del suo patrimonio artistico. Un preambolo che dovrebbe essere “garanzia e diletto dei forestieri”, se tutelato, come si diceva nel secondo Trecento a Siena, quando c’era già una primigenia vocazione alla cultura e al turismo». Ieri il politico si è presentato lucido e acuto di fronte alla folla che lo aspettava all’Ibs+Libraccio.
La “Costituzione e la Bellezza” (La Nave di Teseo) affianca al pensiero di Michele Ainis quello di Sgarbi partendo dal lavoro. Se il primo constata l'urgenza dell’Articolo 1 della nostra carta costituzionale, il secondo lo avvalora con Il quarto stato, opera manifesto di Pellizza da Volpedo. «Nel 1902 l’artista raffigura la faticosa conquista dei diritti di uguaglianza e libertà, dell’autonomia innegabile ad alcuno di rendersi autonomo con il proprio lavoro. L’Articolo 1 è aulico perché testimonia l'emancipazione della donna in questo Paese. L'uomo non è più dominante, perché la donna ha conquistato i suoi spazi - ha concluso Sgarbi - e penso a mia mamma e a mia sorella».(m.b.)
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