Un viaggio culturale e musicale che riparte da Monteverdi
Nuovo ciclo di incontri di guida all’ascolto per Bel Composto Lo racconta lo storico e musicista Sani, affiancato dalla Volpi
di FABIO ZIOSI
Riprende da Claudio Monteverdi (1567-1643) il viaggio musicale e culturale con Valentino Sani, storico e musicista, e Pamela Volpi, storica dell'arte. Difatti giovedì 13 ottobre primo appuntamento del nuovo ciclo di incontri di guida all'ascolto promosso da "Bel composto: storia, arte, musica", il progetto ideato e curato da Sani e Volpi per l'Associazione culturale In viaggio con le muse. Di questo e di altre iniziative abbiamo parlato con Sani.
Il nuovo ciclo di dieci incontri è incentrato sulla produzione musicale di Monteverdi, ci sono legami tra il musicista cremonese e Ferrara?
«Sì, Ferrara, alla Corte di Alfonso II, e Firenze alla fine del '500, sono i centri di rinnovamento della musica che porta poi alla nascita della 'monodia accompagnata'. La polifonia rinascimentale che a Ferrara aveva avuto Josquin Des Prez , subisce un mutamento. Si cerca di esprimere la poetica degli affetti, dando grande importanza anche al testo a differenza di quanto avveniva prima».
E Monteverdi è una figura centrale di questo passaggio.
«Senza alcun dubbio. Arriva il rinnovamento del madrigale e si cercano strade che potenzino il senso del testo evocato dalla musica, musica veicolo di stati d'animo reali. Questa poetica degli affetti parte da un nucleo di musicisti che vedono, tra gli altri, il ferrarese Luzzasco Luzzaschi (1545-1607), il più grande organista italiano e maestro di cappella della cattedrale e cembalista di Corte. Suo il famoso Concerto delle dame di Ferrara. Alla Corte di Alfonso II ci sono importanti musicisti, strumentisti e voci che fanno di Ferrara un centro di grande virtuosismo».
Monteverdi frequentava assiduamente Ferrara?
«Si, frequentava la Corte ma fu presente anche i primi anni del 1600, perciò anche dopo la Devoluzione (1598). Questo legame è dovuto al fatto che Alfonso II ha sposò Margherita Gonzaga, sorella del duca Vincenzo I di Mantova, città dove Monteverdi era maestro di Corte. Ferrara, Firenze e Mantova divennero città del rinnovamento musicale. Nasce la musica moderna, quella che Monteverdi chiamava la Seconda pratica e i testi guida di questa rivoluzione sono del Tasso e di Guarini».
A questa tematica si associa anche il concerto del 28 febbraio al Comunale con il 'Vespro' di Monteverdi eseguito dal Concerto Italiano, che lei presenterà al Ridotto nella guida all'ascolto.
«Si, è un evento musicale di grande rilevanza: i Concerto Italiano sono gli autentici interpreti del mondo monteverdiano ed è una occasione splendida per festeggiare il 450° anniversario della nascita del cremonese, come facciamo anche noi di Bel composto».
Continua anche la sua collaborazione con il Teatro Abbado e Ferrara Musica.
«Con il Teatro per la stagione lirica il ciclo di cinque incontri al Ridotto sarà su Classico/Neoclassico da 'Alceste' a 'Norma', il melodramma italiano ed europeo dalla riforma di Gluck alla scoperta del tragico. In particolare presenterò le due opere».
E per Ferrara Musica?
«Presenterò quattro concerti di grande livello: Orlando di Haendel con The English Concert, il Vespro di Monteverdi, il Coro MusicAeterna con la Mco e lo Stabat Mater di Pergolesi del Concerto Koln».
Quest'anno gli incontri del giovedì di Bel composto cambiano sede.
«Sì, siamo al Palazzo Roverella ospiti del Circolo Negozianti. E' importante perchè ci inseriamo in un luogo di grande identità cittadina e il Circolo diretto da Giovanni Piepoli ha intrapreso un importante percorso di apertura alla città. Iniziamo i nostri incontri con entusiasmo».
È andato bene il viaggio musicale estivo a Vienna del giugno scorso?
«EÈ andato benissimo tanto che, visto il successo, abbiamo deciso di ripeterlo dopo le molte richieste avanzate. Ma ci saranno anche tante altre sorprese».
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