L’incredibile genio di Rossetti e il richiamo ad Altan
L’omaggio di Gualandi al grande architetto a cinquecento anni dalla sua morte Esposte nel Salone quattordici stampe su tela, quasi tutte in bianco e nero
FERRARA. Con 14 stampe su tela, l'artista Claudio Gualandi, ha reso il suo “Omaggio a Biagio Rossetti, muradore, architecto, inzignero nel Cinquecentenario della sua morte 1516-2016”, la cui inaugurazione è avvenuta ieri, in un Salone d'Onore di palazzo municipale gremito. Le stampe a china, quasi tutte in bianco e nero, a parte tre, vedono, oltre ai principali edifici progettati dall'architetto ferrarese più illustre, una fitta presenza popolana, descritta nei tratti più minuti e precisi, tanto da esser protagonista insieme agli stessi edifici.
La mostra, a cura di Francesco Scafuri, responsabile dell'ufficio Ricerche Storiche, e promossa dal Comune, con il patrocinio di Ente Palio, Italia nostra, Ferraria Decus, fa parte delle iniziative volte a ricordare i cinquecento anni dalla morte di Biagio Rossetti. «Un lavoro straordinario - così definisce le tele di Gualandi, il vicesindaco Massimo Maisto - oggi si apre uno dei nostri importanti anniversari. Dopo i Cinquecento anni dalla prima edizione dell'Orlando Furioso, e i 500 anni dalla nascita di Giorgio Bassani, con oggi si iniziano le celebrazioni per Biagio Rossetti. Il contemporaneo può convivere con l'antico e questo avviene anche nelle opere di Gualandi, che ha disegnato il contemporaneo nell'antico».
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L'assessore ai lavori pubblici Aldo Modonesi ha ricordato la nascita del Comitato Nazionale per le celebrazioni rossettiane. «Il 25 ottobre si terrà il primo appuntamento, proprio a Casa Rossetti. Il Comitato ha tra le sue finalità quella di approfondire vita e opere di Rossetti e divulgarle, oltre a salvaguardare il patrimonio architettonico di Rossetti. Il patrimonio che è stato danneggiato dal sisma nel 2012, lo stiamo restituendo alla città». Il curatore Francesco Scafuri, che sarà il segretario del Comitato Nazionale per le celebrazioni rossettiane, ha spiegato il fil rouge che sottende alle opere di Gualandi, rimarcando la costante presenza di antico e moderno nelle sue opere. Così è possibile vedere bambini di epoca greca e romana insieme a coetanei cinquecenteschi nell'opera Palazzo Costabili, oppure suffragette che manifestano per la libertà e al centro l'orchestra del Jazz Club sui quali vigila l'occhio di Biagio Rossetti che illustra al Duca l'andamento dei lavori nell'opera “Torrione di San Giovanni Battista”. Un incrocio temporale che non può che affascinare il visitatore.
«Grazie all'opera di Biagio Rossetti, Ferrara poté essere definita prima città moderna d'Europa, e Gualandi ha dedicato all'architetto di corte la sua mostra. Sono 14 stampe su tela ottenute in ambiente multimediale, partendo dal disegno a china. Sorprende la precisione con la quale l'artista illustra i principali edifici rossettiani, ma anche le mura. I personaggi sono messi in scena in un vortice frenetico, come in una rappresentazione teatrale. Sono figure che ci riportano al Rinascimento, ma non solo, anche al contemporaneo, come nell'esempio del Torrione di San Giovanni. Personaggi resi con efficacia, a volte burleschi. Fanno pensare a un'influenza di Bruegel il Vecchio, ma anche a un legame con i vignettisti moderni, come Jacovitti o Altan». La mostra sarà visitabile fino al 14 novembre dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 19.
Veronica Capucci
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