La Nuova Ferrara

«Che emozione suonare davanti a tutta quella gente»

di SAMUELE GOVONI
«Che emozione suonare davanti a tutta quella gente»

Alessandro Magri a novembre in tv con i concerti di Antonacci a Milano e Roma Il “musicista imprenditore”: le mie radici sono a Cento ed è qui che voglio stare

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di SAMUELE GOVONI

Da Cento a San Siro, passando per i palazzetti di tutta Italia e tante collaborazioni a livello nazionale e internazionale. È Alessandro Magri, musicista o, come si definisce lui “musicista imprenditore”, che a novembre sarà protagonista di uno speciale in prima serata su canale 5 dedicato a Biagio Antonacci. Registrato durante gli ultimi concerti di settembre tra Milano e Roma, lo speciale racconta gli eventi fondendoli in un unico show televisivo. Nel curriculim di Magri, oltre al già citato Antonacci, ci sono artisti del calibro di Pavarotti, Patty Pravo, Bocelli, Turci, Stadio e Rossi. Nelle prossime settimane il musicista centese si dedicherà al suo nuovo album. Nel frattempo lo abbiamo intervistato per sapere da lui come sono andati questi ultimi mesi.

. Quando ha riallacciato il sodalizio con Antonacci?

«Biagio e io abbiamo ricominciato a collaborare nel 2014 e in questi anni di cose ne abbiamo fatte parecchie. Dopo i concerti evento a Bari e Milano, la mia prima volta a San Siro, siamo partiti per il tour nei palazzetti e da ottobre a maggio abbiamo suonato in tutta Italia ed è stato davvero bellissimo».

Ma non è finita.

«No - sorride - perché poi sono arrivati anche tre concerti evento al Forum di Assago e i due al Palaottomatica di Roma. Da questi live è stato tratto uno speciale tv che andrà in onda a inizio novembre in prima serata su canale 5. Ora però è arrivato il momento di fermarsi un po’ e restare in studio a Cento».

Lei ha collaborato anche con Vasco Rossi.

«Sì. L’ultima volta che ho lavorato con Vasco è stato per “Vivere o niente”, l’album uscito nel 2011. Le radici del mio rapporto con lui affondano in un passato più remoto. Ci conoscemmo a fine anni Ottanta e collaborai a diversi lavori tra cui “Gli spari sopra” e “Nessun pericolo per te”. Diciamo che tra il 1989 e il 1996 ci vedevamo molto spesso».

Com’è conciliare la vita del musicista e quella del “padre di famiglia”?

«Per me non è difficile, basta organizzarsi. Io mi definisco un “musicista imprenditore” perché faccio tante cose: alterno l’attività live a quella in studio e, contemporaneamente, mi occupo anche dell’insegnamento. Porto avanti un mio discorso jazz al quale sono molto legato e cerco di far quadrare tutto. Di base sto sempre a Cento, sono nato qui e ho intenzione di rimanerci».

A proposito di jazz, alcune settimane fa ha organizzato anche un concerto a scopo benefico per i terremotati di Amatrice. Com’è nata l’idea?

«Volevo fare qualcosa di piacevole e allo stesso tempo dare un contributo concreto alle persone colpite dal sisma; dramma che anche noi abbiamo vissuto. Il concerto alla fondazione Zanandrea di Cento è andato benissimo e sul palco con me c’erano professionisti come Mirko Scarcia al contrabbasso, Marco ferri al sax e Claudio Bonora alla batteria».

E come trova il tempo per insegnare?

«Lo trovo, lo trovo. Ho fondato l’Accademia musicale centese, un’eccellenza per il territorio; siamo vari docenti. All’interno della scuola si tengono corsi per diversi strumenti».

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