La Nuova Ferrara

Ferrara, l’orecchio di UniFe per lo chef Bottura

Alessandra Mura

Un video del New York Times girato nella camera anecoica. Esaltati i suoni della preparazione di un’originale lasagna

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FERRARA. Una cucina di rumori, prima ancora che di sapori. L’idea l’ha avuta il New York Times, ma a esaltare i suoni della preparazione di una pietanza fino a far venire l’acquolina in bocca ci ha pensato l’Università di Ferrara con i suoi ingegneri esperti in acustica. È nato così il video “The sounds of Massimo Bottura’s lasagna”, realizzato da Yuri Ancarani (regista) e Mirco Mencacci (montatore del suono), nella camera anecoica del Polo scientifico tecnologico di Ferrara, una delle strutture d’eccellenza del nostro Ateneo, nonché elemento indispensabile per la realizzazione del filmato. Da qui è partita la richiesta di collaborazione del Nyt a Unife e, a due mesi dalle riprese, il video è ora online.

Se il protagonista è lo chef modenese di fama internazionale Massimo Bottura, i “maghi” del suono, coloro che sono riusciti a dare corpo e consistenza al ribollìo dell’acqua, al borbottare del ragù sul fuoco, al rimescolare dell’impasto o al crepitìo croccante di un fritto sono Roberto Tovo, direttore del Dipartimento di Ingegneria di Unife, e il professor Francesco Pompoli, docente della scuola di Acustica, entrambi citati nei ringraziamenti finali insieme al responsabile della comunicazione Andrea Maggi.

Le riprese hanno avuto un set originale almeno quanto il piatto (una lasagna tricolore croccante) proposto dallo chef: la camera anecoica di Unife, anecoica perché priva di eco, un ambiente utilizzato per le ricerche sull’acustica (ad esempio dei teatri), ma anche per prove di laboratorio per aziende o per testare la rumorosità di apparecchiature industriali. Questa volta la missione era invece quella di far avvertire anche la più piccola sfumatura dei suoni della preparazione e della cottura della lasagna, e a giudicare dall’appetito che suscita il filmato, si può dire che la missione è perfettamente riuscita.

La camera anecoica, così simile a un’astronave dei gloriosi telefilm di fantascienza con le sue pareti foderate di punte fonoassorbenti, fa sembrare Bottura e il suo staff un gruppo di scienziati alle prese con un misterioso esperimento. Il microfono cattura perfino il fruscìo bagnato degli spaghetti appena scolati, una manopola girata rimbomba come un martellata. Tutto è gustosamente amplificato, fino alla trionfale presentazione della lasagna fritta su un piedistallo di ragù farcito di besciamella. Lo chef la serve solennemente al commensale-robot che attende al tavolo, pronto a mangiarsela...con le orecchie. Ed è a un padiglione bionico che Bottura rivolge il suo irresistibile sgranocchiare per poi sussurrargli: «How does that make you feel?»

 

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