La Nuova Ferrara

Musica dal vivo addio Chiusi 4 locali in 3 mesi Un autunno di ghiaccio

di SAMUELE GOVONI
Musica dal vivo addio Chiusi 4 locali in 3 mesi Un autunno di ghiaccio

“Arrivederci alla prossima stagione”, che non è arrivata Patchanka, Arci Zone K, Quattro Stracci e Dopolavoro

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di SAMUELE GOVONI

Ci si era salutati a inizio estate in maniera più o meno calorosa. La chiusura estiva dei locali fa parte dei giochi ma di cartelli con su scritto “arrivederci alla prossima stagione” affissi alle porte di ingresso o fissati in alto sulle bacheche Facebook a essere onesti se ne erano visti pochi. Nonostante questo nessuno si immaginava di addentrarsi in un autunno così silenzioso. Sì perché quattro realtà importanti sul territorio hanno staccato la spina agli amplificatori, hanno spento le luci e abbassato le saracinesche. Per sempre? Forse. Il Patchanka di Pontelagoscuro, il circolo Arci Zone K di Malborghetto di Boara, il circolo Arci Quattro Stracci di Ferrara e le serate Cargo del dopolavoro ferroviario a fine primavera hanno chiuso e da allora, non hanno più riaperto. I locali e Cargo, format di appuntamenti live che si svolgeva nei pressi della stazione di Ferrara, hanno coinvolto per decine, centinaia di serate numerosi gruppi musicali provenienti sia dal Ferrarese sia dal resto di Italia, oltre a un importante numero di persone appassionate di musica dal vivo e nuove proposte. Qualcosa però non è andato. Qualcosa si è perso per strada e ha fatto sì che alla stagione 2015/2016 non seguisse la 2016/2017. Il primo a “uscire allo scoperto” è Giuseppe Alesci di Cargo che, anche a causa della fama (purtroppo negativa) della cosiddetta Zona Gad, ha dovuto interrompere ciò che aveva iniziato: «Era impossibile proseguire. I continui attacchi mediatici nei confronti del Grattacielo e della stazione, sommati alle continue richieste dei residenti di “abbassare i volumi”, hanno messo la parola fine a quella nuova realtà che avevamo creato e coltivato con passione e attenzione». Quello che nelle ore scorse è di certo saltato più agli occhi però è il circolo Arci Zone K. Lo spazio che a Malborghetto di Boara è riuscito, in 13 mesi, a ospitare 150 concerti ha spento le luci a inizio luglio. «Quella che ci siamo lasciati alle spalle - spiega Tommaso Lampronti - è stata una grande annata. Eravamo molto felici ma anche molto stanchi. Lo Zone K era uno spazio curato da me e altri due amici, anch’essi appassionati di musica. Tutti e tre di giorno svolgiamo un altro lavoro e poi alla sera ci infilavamo dietro il bacone. Era un sogno ma ci siamo resi conto che, per proseguire e migliorare avevamo bisogno di ampliare l’organico. A fine stagione - racconta - abbiamo scelto di sciogliere il contratto d’affitto e decidere cosa fare. Poi, quando dopo l’estate ci siamo incontrati con i proprietari dell’immobile, forti di uno staff più ampio e pronti a ricominciare, abbiamo capito che il locale era stato affittato ad altri». Ora tra quelle mura in cui hanno suonato tra i tanti anche Federico Fiumani, Francesco Motta, Paolo Benvegnù e Omar Pedrini, non c’è più spazio per la musica. Poco distante il circolo Arci Quattro Stracci, con area verde e laghetto annesso. Anche questo circolo, luogo di concerti e attività culturali ha resistito un anno appena. Dodici mesi esatti in cui Tommaso Zucchini e i suoi hanno lavorato per mantenere vivo un luogo da troppi considerato fuori mano e da troppo pochi invece affascinante. «Purtroppo abbiamo lavorato tanto e non sempre abbiamo visto un riscontro adeguato. I problemi che ci hanno spinto a questo momento di stallo sono economici, logistici e burocratici. Confrontarsi con la burocrazia infinita che c’è dietro un evento live non è semplice e ogni volta c’era qualcosa che non andava. Attualmente l’attività è sospesa, almeno fino a quando non si troverà un nuovo presidente del circolo». E a Pontelagoscuro anche il Patchanka, realtà attiva da tempo nel mondo della musica dal vivo, un po’ per la crisi e un po’ per le spese sempre alte ha dovuto dire basta. Davanti alla chiusura di quattro locali di musica dal vivo in pochi mesi, non possono che tornare alla mente i versi di Jim Morrison dei Doors: when the music is over/ Turn out the lights (quando la musica finisce, spegni la luce).

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