La Nuova Ferrara

in zona gad

Senza Cargo cala il silenzio sulla stazione

Senza Cargo cala il silenzio sulla stazione

«Siamo stati lasciati soli e non abbiamo potuto far fronte a tutte le difficoltà che abbiamo incontrato lungo il percorso». A Parlare è Giuseppe Alesci, uno dei principali promotori dell’iniziativa...

1 MINUTI DI LETTURA





«Siamo stati lasciati soli e non abbiamo potuto far fronte a tutte le difficoltà che abbiamo incontrato lungo il percorso».

A Parlare è Giuseppe Alesci, uno dei principali promotori dell’iniziativa nata nel 2015 con due obiettivi fondamentali: dare spazio a nuove realtà musicali e contrastare il degrado che da decenni attanaglia la zona stazione. «Cargo dava l’idea di una realtà aggregata, come un treno merci che trasporta cose. Noi trasportavamo musica, persone, divertimento e soprattutto vita. Alle nostre serate, soprattutto all’inizio, partecipavano un sacco di persone poi sono arrivate le difficoltà». Gli attacchi nei confronti della Zona Gad, il dispiegamento massiccio di forze dell’ordine hanno raffreddato l’entusiasmo del pubblico. Le voce hanno fatto il resto. «Ci siamo ritrovati con sempre meno persone e - prosegue Alesci - il fatto che il vicinato mandasse le forze dell’ordine a chiederci di abbassare o spegnere ci ha ulteriormente danneggiato». Alla fine si sono trovati a dover fare i conti con molte spese e poche entrate. «Avevamo già preparato il cartellone estivo ma ci siamo fermati e abbiamo ragionato a “bocce ferme”. A malincuore abbiamo capito che andare avanti così sarebbe stato un massacro». Lo staff dice, a giusta ragione, di aver fatto la sua parte, di avercela messa tutta. «Si era creato un fermento culturale importante - chiude Alesci - Non sarebbe dovuto finire tutto così».(s.g.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google