La Nuova Ferrara

Ecco Castel Gandolfo Da oggi apre la casa del Papa

di MARIAELENA FINESSI
Ecco Castel Gandolfo Da oggi apre la casa del Papa

Per la prima volta nella storia visitabile l’appartamento pontificio Storia che parte dall’anno Mille, solo 15 pontefici vi hanno davvero soggiornato

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di MARIAELENA FINESSI

«Dire che questo è un evento storico, sembra essere eccessivo. Simbolico invece lo è, perché aiuta a comprendere qual è la filosofia del Papa, la sua politica pastorale». Insomma l'apertura al pubblico, a partire da oggi e per la prima volta nella storia, dell'appartamento pontificio del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo racconta la cifra del pontificato di Francesco, che è quella «di aprirsi a tutti» e, da lì, «di aprire anche la propria casa».

Antonio Paolucci, direttore dei Musei Vaticani, spiega così la scelta di Bergoglio di rinunciare alla storica residenza estiva dei pontefici. Si, perché «l'armonioso rispecchiamento tra la bellezza delle opere scultoree che caratterizzano il Palazzo e la bellezza della natura circostante è ciò che rende speciale questa “isola sigillata”, questo “universo chiuso” al resto del mondo».

Da oggi, «guardare da queste terrazze il miracolo della natura salvato dal cannibalismo del cemento», continua Paolucci, non sarà più privilegio di pochi. Il Palazzo, fortemente legato al territorio è lo stesso in cui 33 pontefici si sono succeduti «sebbene solo 15 di essi vi hanno realmente soggiornato», racconta lo storico dell'arte Sandro Barbagallo, curatore del sito.

Costruito intorno all'anno Mille dalla famiglia Gandolfi di Genova, il castello sorge dove un tempo si trovava la città di Alba Longa, leggendaria per aver dato i natali ai gemelli Romolo e Remo, fondatori di Roma. Nel 1279 il feudo venne ceduto a Giacomo Savelli, cardinale e capitano dell’esercito pontificio, che nel 1285 divenne Papa con il nome di Onorio IV. Nel 1604 Castel Gandolfo divenne parte del patrimonio inalienabile della Chiesa. Da allora è stata sempre «una scelta di sensibilità personale dei papi, soggiornare o meno nel Palazzo», chiarisce Barbagallo a voler spegnere le voci circolate in questi giorni in merito «all'eccezionalità» del gesto di Francesco. Per dire, mentre era molto utilizzato dai papi Montini (che vi morì, come anche Pio XII), Wojtyla e Ratzinger, altri (come Clemente XI) ci andarono per poco tempo e solo perché consigliati dai medici, nella convinzione che quel “buen retiro” fosse benefico per la salute. Benedetto XIV la volle invece come residenza privata. Anzi, privatissima: nessuno poteva accedervi. Al primo piano del Palazzo Apostolico sono stati ora allestiti sette grandi ambienti – il secondo dei quali si apre sull’ampio terrazzo che si affaccia sul lago e l’ultimo sul balconcino dove i Papi recitano la preghiera dell’Angelus. Curiosità quasi pruriginosa per la camera da letto del Papa, in realtà molto spartana, che ha pure ospitato, dal 1943 al 1944, coloro che fuggivano dalla guerra. Pio XII ne accolse circa 1600: moltissime erano le partorienti che, si racconta, diedero alla luce i figli proprio nel letto del Papa e molti di essi vennero per questo chiamati Eugenio, dal nome di battesimo di Pacelli. Ad ogni modo sembra che la “rinuncia” di Francesco al Palazzo sul lago non sia irreversibile. «Le cose stanno così fino a quando un altro pontefice non deciderà diversamente», chiarisce Barbagallo. «Dal 1709 la villa ha carattere “pontificio” e Bergoglio non ha abolito questa dicitura».

Con buona pace del sindaco della città lacustre, Milvia Monachesi, che non ha saputo nascondere la preoccupazione per le conseguenze negative che questa scelta potrebbe avere per il turismo.

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