La Nuova Ferrara

Gruppo del Tasso, cambio ai vertici

Gruppo del Tasso, cambio ai vertici

L’intervista a Matteo Pazzi eletto all’unanimità nuovo presidente

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È stato eletto all'unanimità Matteo Pazzi, da pochi giorni il nuovo presidente del Gruppo Scrittori Ferraresi.

L’autore di Voghiera, oltre a raccogliere 132 iscritti e la sfida culturale che ha portato avanti Gianna Vancini per quasi vent’anni, presiede già da tempo il Gruppo del Tasso.

Noto per la sua spinta a rendere il mondo editoriale meno fangoso e più democratico, adesso si trova per le mani due associazioni letterarie con una storia parallela e molte differenze.

Tuttavia Pazzi sostiene fermamente che vincano i punti in comune e che condividere gli spazi, tanto ideali quanto concreti, sia il modo migliore per crescere.

Perché presiedere al contempo due associazioni?

«Ho scelto di diventare il punto di riferimento di entrambe, per altro non storicamente lontane, al fine di creare un rapporto sinergico e complementare fra due organizzazioni che si occupano della letteratura con approcci diversi».

Ferrara con Gianna Vancini è cambiata.

«Le due associazioni collaboreranno a svariate occasioni, come la Giornata Mondiale della Poesia il prossimo 21 marzo, che sarà dedicata proprio a lei. In una situazione sempre più “glocale” l’eccessiva frammentarietà dell’offerta culturale in ambito letterario risulta poco efficace e per niente innovativa».

Sapendo che ha fatto richiesta di una sede comune, non si rischia di fare confusione?

«Uno degli obiettivi è che le due associazioni mantengano la loro identità. Il Gruppo Scrittori Ferraresi è più orientato alla pubblicazione dell'Ippogrifo, mentre il Gruppo del Tasso lo è più alla produzione di eventi culturali».

A proposito de “L'Ippogrifo”, quale sarà il futuro dell'unica rivista letteraria della città?

«Continua la sua attività con una nuova redazione, che si è già riunita.

A dirigerla è la giornalista Eleonora Rossi e al suo interno rimangono autori membri del direttivo, come Gina Nalini Montanari ed Edoardo Penoncini.

Aumenteranno anche il numero di rubriche e il numero di pagine del periodico. Il nuovo formato sarà una sorpresa».

La sua schiettezza ha suscitato abbandoni o polemiche tra i soci storici?

«Nessun abbandono, tantomeno polemiche. Di certo la mia presidenza non può essere paragonata a quella della Vancini che, in quanto fondatrice, ha ottenuto risultati irripetibili. L'apertura ai giovani, specialmente agli studenti di Unife, per me resta fondamentale».

Di fianco a Ferrara Arte e a Ferrara Musica, due eccellenze indiscusse, è assurdo pensare all'istituzione di una Ferrara Letteratura?

«Assolutamente no. Il mio sogno nel cassetto somiglia molto a una Cittadella delle Lettere. Mi auguro che l'avvicinamento delle due associazioni possa creare una massa critica tale da trasformare questa ipotesi in realtà».

Matteo Bianchi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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