La Nuova Ferrara

Nel 1981 la scoperta archeologica di Feletti

La sensazionale scoperta, compiuta nel 1981 da Antonio Bruno Feletti, di una nave romana risalente all’età augustea, durante lavori di dragaggio di un canale collettore a Valle Ponti, segnò il passo...

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La sensazionale scoperta, compiuta nel 1981 da Antonio Bruno Feletti, di una nave romana risalente all’età augustea, durante lavori di dragaggio di un canale collettore a Valle Ponti, segnò il passo al rifiorire di ricerche archeologiche nel comacchiese, dopo i grandi lavori di bonifica nel Mezzano e in Valle Pega, che nel ’900 restituirono migliaia di sepolture etrusche con i loro preziosissimi oggetti. Nel 1989 la nave romana “Fortuna Maris” fu trasportata nell’ex carcere risorgimentale, di fianco a Palazzo Bellini, dove si trova tuttora e con essa giunse il prezioso carico, distribuito tra due ampie sale. L’inaugurazione del museo risale al 2001 ed ancora oggi è tra le realtà dedicate all’archeologia più visitate dell’Emilia Romagna. Nel 1988 fu siglato tra Comune e Soprintendenza il primo protocollo di intesa, che individuava l’ex ospedale settecentesco degli Infermi come nuova area museale. Nel 2014 il consiglio comunale ha deliberato il trasferimento dell’attuale Museo del carico sulla opposta sponda di via Agatopisto ed entro la primavera 2017, secondo le tempistiche fissate dal Comune, in accordo con la Soprintendenza, sarà inaugurato il museo Delta Antico. I primi reperti che troveranno posto nel nuovo museo sono quelli più voluminosi, tra i quali spiccano una piroga monossile restaurata, per anni ospitata nella sala degli Aceti della Manifattura dei Marinati, tre stele funerarie romane, una base di statua romana proveniente dall’argine delle Gallare ed un grande dolio dalla necropoli di Spina.

In arrivo inoltre, una volta restaurati, circa 1.500 reperti custoditi sin dal secolo scorso nei magazzini del Museo Archeologico Nazionale di Ferrara e mai esposti in pubblico. (k.r.)

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