La Nuova Ferrara

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Il carico della nave romana trasloca

di SAMUELE GOVONI
Il carico della nave romana trasloca

Comacchio, ultimi tre giorni per visitare i reperti archeologici situati nella struttura inaugurata nel 2001

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COMACCHIO. Oggi, sabato 5 e domenica 6 novembre. Sono questi gli ultimi tre giorni disponibili per visitare il museo del Carico della Nave Romana in via della Pescheria 2 a Comacchio. La struttura, così come la conosciamo (inaugurata il 16 marzo 2001), cesserà di esistere e tutto il patrimonio custodito al suo interno verrà trasferito nel settecentesco ex Ospedale degli Infermi. Il palazzo storico da primavera 2017 aprirà le porte in veste di museo: museo del Delta Antico. Ieri mattina abbiamo fatto visita al museo del Carico della Nave Romana per vedere, un ultima volta, la mostra permanente che in questi 15 anni ha attratto e affascinato migliaia di persone. Il museo, che in questi giorni di festa è rimasto giustamente aperto, brulica di visitatori.

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«Chi viene a Comacchio - spiega Francesca Felletti, responsabile dell’ufficio stampa di Po Delta Tourism - ne approfitta per visitare i luoghi della cultura che questa cittadina lagunare ospita. Solitamente questo museo nei mesi invernali rimane aperto solamente nei weekend perché nel resto della settimana non c’è un flusso turistico tale da giustificarne l’apertura. Eccezione fatta per giornate come quella di oggi (ieri per chi legge, ndr) in cui sarebbe da sciocchi restare chiusi con tutta la gente che c’è in giro». E infatti, di turisti che varcano la soglia del museo ce ne sono parecchi. Anche provenienti dall’estero.

Lo spazio, suddiviso su due piani (pian terreno e primo piano) accoglie l’ingente carico di un’imbarcazione commerciale di epoca augustea, rinvenuta nel 1981 in località Valle Ponti, a pochi chilometri da Comacchio. L’imbarcazione, naufragata sulla costa nei pressi dell’antico delta del Po intorno alla fine del I secolo a.C., effettuava attività di trasporto di grosse partite commerciali e vendita al minuto di merci diverse presso i mercati interni della pianura Padana. Il suo naufragio presso l’antico litorale romano e il rapido insabbiamento, hanno consentito la conservazione dell’intero carico per ben duemila anni.

«Qui - prosegue la Felletti - sono custoditi oltre settecento reperti archeologici. Si possono infatti ammirare strumenti di governo e manutenzione della nave, oggetti di uso quotidiano per la pesca e per lo svago, ma anche calzature e indumenti in cuoio. Inoltre, è stato recuperato l’intero carico commerciale costituito, tra le varie cose, anche da 102 lingotti di piombo e anfore. I reperti più rari e pregiati sono sei tempietti in piombo». Mentre al pian terreno è possibile visitare tutto ciò che riguarda la nave e “i mezzi da lavoro” al primo piano si possono ammirare gli oggetti destinati alla vendita.

Lo scafo, lungo una ventina di metri, attualmente non è visitabile perché in fase di restauro. La sala che al primo piano ospita i reperti, è particolarmente suggestiva perché il soffitto con le sue travi ricorda la chiglia di una nave. L’imbarcazione rinvenuta nel 1981, è costruita con l'antica tecnica a cucitura sino alla cinta di galleggiamento. La parte portante è costituita dal guscio esterno, lo scheletro costituito da madieri e ordinate serve da rinforzo. All’inizio degli anni Novanta, la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia Romagna in collaborazione con l’Istituto Centrale per il Restauro, facenti capo entrambi all’allora Ministero per i Beni Culturali, decise di tentare il recupero e il restauro dell’intero guscio esterno portante della nave, senza smontarlo o sezionarlo. Attorno al guscio è stata realizzata una copertura in vetro resina, rinforzata con contrafforti, entro la quale vengono immesse le sostanze di consolidamento. Il laboratorio si trova in un edificio annesso al museo del carico. «Una volta ultimato il restauro - conclude la Felletti - anche questa parte dovrebbe essere visitabile, anche se il museo del Carico della Nave Romana non sarà più in questo edificio».

Da lunedì 7 il museo resterà chiuso e inizieranno le operazioni di trasloco. Nel corso delle settimane, tutti i reperti verranno dunque trasferiti all’Ospedale degli Infermi e ricollocati al pian terreno del palazzo. Secondo le previsioni i lavori, nella loro interezza, dovranno terminare entro marzo 2017 e il nuovo museo del Delta Antico, aprire ufficialmente nell’aprile 2017. Per informazioni e visite al museo del Carico della Nave Romana è possibile contattare lo 0533.311316.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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