Per acquistare basta un click «Ma siamo un po’ più soli»
Quando frequentare negozi di dischi e librerie era una scusa per socializzare Pocaterra, Background: andiamo a fiere e mercatini ma non trascuriamo il web
di SAMUELE GOVONI
È difficile parlare di negozi di dischi e piccole librerie senza scivolare nella nostalgia. Quei luoghi più di molti altri sono stati per anni punti di incontro e scambio. Tra vinili, musicassette, cd, romanzi, saggi sono nate amicizie e storie d’amore. Oggi, ai tempi del digitale, molto è cambiato ed è difficile (soprattutto per i più giovani) immaginare e o rimpiangere quelle atmosfere che fino a qualche anno fa regnavano incontrastate. Con l’avvento del digitale e la conseguente crisi del mondo discografico i negozi di dischi hanno iniziato a decimarsi. Il Paese che vanta il maggior numero di Music Store è il Giappone, con circa seimila punti vendita; al secondo posto ci sono gli Stati Uniti con 1900 negozi e al terzo c’è la Germania che di negozi ne ha 700.
Stefano Pocaterra, ferrarese e membro dell’associazione culturale Background, si occupa della compravendita di vinile, cd e dvd. «La nostra base è a Castello d’Argile nel Bolognese ma operiamo a livello planetario attraverso Internet. Per i negozi di dischi così come li conoscevamo - spiega - è sempre più dura. La richiesta è cambiata e chi non riesce a proporre un’offerta adeguata rischia di soccombere. Il negozio di dischi ora non può limitarsi a vendere il prodotto, deve diventare (o tornare ad essere) anche punto di incontro attraverso presentazioni di libri, piccoli concerti o dj set. Bisogna creare iniziative ad ampio respiro». Per quanto riguarda la vendita di lp e cd, uno dei portali più utilizzato dai professinisti è Discogs, un super database e marketplace musicale. Creato come passatempo nel 2000 da un gruppo di appassionati, Discogs oggi connette venditori ed acquirenti in tutto il mondo. Con più di 23 milioni di articoli disponibili e migliaia di venditori; un “luogo” che racchiude nuove uscite e gemme rare. «Siamo assidui frequentatori di mercatini e fiere, ci piace la vendita diretta a tu per tu ma con il web - prosegue Pocaterra - arriviamo a una rete di possibili clienti infinitamente più vasta. Il rapporto però è diverso, su internet siamo tutti un po’ più soli». Anche per le piccole e medie librerie il discorso è simile. Trovandosi a lottare da anni contro colossi come Amazon e continue offerte a ribasso online, i librai devono in un qualche modo reinventarsi e anche loro hanno scoperto il mondo virtuale. Giulia Gruppioni, che avevamo intervistato nelle scorse settimane quando dopo anni e anni di attività aveva annunciato la cessione del Mercatino del Libro (ancora aperto in via Saraceno ma con un’altra gestione), ci ha spiegato come sia possibile raggiungere States e Giappone rimanendo a Sabbioncello San Pietro (frazione di Copparo). «La risposta è eBay. Abbiamo un catalogo di oltre 20mila titoli sul portale mercatinodellibro.com e vendiamo in Italia e all’estero. La richiesta è molto variegata, si va dai libri generici a volumi pregiati e ricercati. Le pubblicazioni relative a arte e architettura - spiega la Gruppioni - vengono vendute più facilmente in altri Paesi. È un lavoro completamente diverso e il rapporto con i clienti si limita a uno scambio di mail, prima invece nascevano vere amicizie. Qualcuno passa ogni tanto a ritirare i libri direttamente dal magazzino ma sono casi rari, conviene farselo spedire».
A Sabbioncello San Pietro i libri ancora da catalogare sono rica 70mila, un lavoro enorme che piano piano viene smaltito da Giulia e dai familiari. «Mi sono accorta che le fasce orarie in cui la gente compra sono diverse. Molti acquistano dopo cena o al mattino, non nel corso della giornata in “orari da negozio”. Vendere libri costosi in rete è più facile; a volte - conclude - ho superato anche i mille euro per un solo volume».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
