Ermitage Italia, un’esperienza esaurita
Dopo le firme di Putin e Prodi varo con Napolitano, poi l’inizio della fine dal 2009
C’erano le firme nientemeno di Vladimir Putin e Romano Prodi, i due primi ministri di Russia e Italia dell’epoca, il 14 marzo 2007 a Bari. È poi seguita quella del direttore del Museo russo Mikhail Piotrosky in calce a quelle del presidente della Provincia di Ferrara, Piergiorgio Dall’Acqua; del sindaco di Ferrara, Gaetano Sateriale e dell’allora capogruppo alla Camera del partito di maggioranza che, quel 18 maggio 2007 a San Pietroburgo, era Dario Franceschini. Ha un ricco carnet di firmatari Ermitage Italia, l’istituzione nata ufficialmente in città il 20 ottobre 2007 alla presenza del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Un’istituzione che ha avuto solo un’esposizione in città, inaugurata il 4 aprile 2008 in Castello Estense alla presenza di ben tre first ladies. Al varo della mostra sul Garofalo, con quadri provenienti da San Pietroburgodi uno dei grandi protagonisti della pittura ferrarese del primo Cinquecento ,c’erano le mogli dei presidente della repubblica russa Svetlana Medvedeva e italiana Clio Napolitano e la signora Flavia Prodi, moglie dell’allora premier italiano. Poi cambiano gli interlocutori istituzionali, a Ferrara Dall’Acqua e Sateriale in scadenza di doppio mandato cedono il passo nel 2009 rispettivamente a Zappaterra e Tagliani e da quel momento si raffreddano i rapporti fino alla conclusione dell’esperienza che nel 2013 emigra definitivamente a Venezia. A distanza di alcuni anni, si ritorna quindi a parlare di Ferrara ed Ermitage grazie a Boldini.
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