Ferrara ed Ermitage ritornano amici grazie all’arte di Boldini
Domani l’inaugurazione della mostra a San Pietroburgo Pacelli: operazione per far conoscere i nostri “tesori”
FERRARA. È come un avvincente romanzo russo di Tolstoj. Il rapporto tra Ferrara e il museo dell’Ermitage è una sorte di “Guerra e Pace”. Si sono cercati, si sono piaciuti, si sono sposati con fior di testimoni, poi hanno cominciato a vivere da separati in casa e alla fine si è arrivati al clamoroso divorzio nel giro di pochi anni. Ora il museo di San Pietroburgo torna a dialogare con la città estense, anzi più che un armistizio è un nuovo patto di ferro, che ha convinto russi e ferraresi a siglarlo nel nome dell’arte e del reciproco vantaggio. Domani verrà inaugurata all’Ermitage la mostra con i quadri del Boldini e di altri autori di Ottocento e Novecento. La stessa mostra che, con una piccola aggiunta, era stata esposta a Pechino. Dopo la Cina, c’è quindi una prima volta di Boldini anche in Russia. La rassegna si chiama “Boldini. Painter of the Belle Époque” e rimarrà nella sale del museo statale Ermitage fino all’11 marzo 2017.
«Questa operazione - spiega Maria Luisa Pacelli, direttrice delle Gallerie Civiche di Arte Moderna del Comune e di Ferrara Arte - rientra negli ambiti di promozione del patrimonio artistico ferrarese e in particolare di Boldini. Si tratta di opere d’arte , che a causa del terremoto e della chiusura forzata dei nostra musei, non hanno al momento una collocazione e abbiamo quindi pensato di farle conoscere, così come abbiamo fatto in estate in Cina, anche in altri paesi, cercando nuovo pubblico. È un inizio anche in prospettiva della prossima apertura del museo Boldini. Esportare la sua arte nel mondo equivale a farlo conoscere anche in quei mercati emergenti per il nostro turismo, proprio come la Cina e la Russia».
Sul rapporto contrastato con l’Ermitage in questi anni la direttrice Pacelli preferisce non entrare nel merito di scelte non sue, ma spiega i motivi di questo riavvicinamento. «Personalmente - dice - Ermitage Italia a me sembrava una cosa non molto vantaggiosa per Ferrara. Al di là di come è andata e di quello che è stato fatto, non dimentichiamo che l’Ermitage è uno dei musei più importanti al mondo e quando si gioca una partita sul piano professionale, con interessi comuni, noi ci siamo e abbiamo trovato l’accordo. Siamo consapevoli che si tratta di un’occasione molto importante di diffusione della nostra arte. Quando riaprirà il museo Boldini sicuramente sarà più frequentato perché il pubblico conoscerà meglio l’artista, e non solo in Italia, dove ci sono tantissime esposizione sul pittore ferrarese».
Oltre a Maria Luisa Pacelli, la comitiva ferrarese in trasferta all’Ermitage per l’inaugurazione di domani vedrà la presenza del vicesindaco e assessore alla cultura Massimo Maisto. Ci sarà anche il ministro Dario Franceschini e il direttore generale dei musei Ugo Soragni.
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