La Nuova Ferrara

L'EVENTO ESPOSITIVO 2017

Alla scoperta di Bononi l’ultimo sognatore dell’Officina Ferrarese

di Gian Pietro Zerbini
Alla scoperta di Bononi l’ultimo sognatore dell’Officina Ferrarese

In preparazione la grande mostra di Palazzo Diamanti. E anche in Pinacoteca più spazio alle sue Nozze di Cana

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FERRARA. Ridare a Carlo Bononi lo spazio che merita nel panorama artistico della sua epoca. È questo l’obiettivo che Ferrara Arte e i curatori Giovanni Sassu e Francesca Cappelletti si sono prefissati nel pensare e allestire il prossimo evento espositivo di Palazzo Diamanti nell’autunno del 2017, il più importante e atteso del prossimo anno. Si tratta della prima monografica che viene creata con i quadri di un artista che ha avuto la “sfortuna” di nascere in un secolo considerato - a torto - decadente e poco significativo rispetto allo splendore rinascimentale e alla fucina di talenti appartenenti dalla straordinaria scuola ferrarese del XV e XVI secolo. Con un’operazione di rivisitazione storico-artistica, Bononi infatti sale al rango di ultimo interprete dell’Officina ferrarese, un sognatore considerato tra gli erede di Dosso Dossi.

Il Seicento ferrarese è un secolo da riscoprire sul piano artistico, è poco conosciuto e soprattutto schiacciato dalla predominanza in quell’epoca dello stile caravaggesco in Italia, dalla scuola fiamminga con Rubens e dal secolo d’oro spagnolo con interpreti di punta come Velàsquez a Zurbarán. Proprio partendo da quest’ultimo, protagonista di una bella stagione a Palazzo Diamanti nell’autunno 2013, si è cominciato ad avere in città unaq maggiore visibilità alla pittura di questo secolo e alla ricchezza di interpreti operanti nel territorio ferrarese, tra cui spicca il Guercino.

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La mostra metterà in luce sia l’aspetto profano e mitologico del pittore sulle orme del Dosso, sia i grandi cicli decorativi sacri e di pale d’altare, che lo ricollegano al primo Rinascimento. Proprio per questo, pur essendo uno dei principali rappresentanti del primo barocco italiano, Bononi è considerato l’ultimo interprete, o meglio, l’ultimo sognatore dell’Officina Ferrarese, per riprendere il titolo della mostra del prossimo anno. Con la monografica di Bononi si può rafforzare anche la positiva sinergia tra le esposizioni prodotte dal Comune di Ferrara e quelle della Pinacoteca nazionale, dove si trovano alcune splendide opere del pittore ferrarese. Nel nuovo allestimento del museo statale, posto al piano nobile di Palazzo Diamanti c’è anche una migliore collocazione per le opere di Bononi, a cominciare dallo splendido quadro “Le nozze Cana”.

Come sta succedendo in questi giorni con la mostra dell’Ariosto al piano terra dedicata all’Orlando Furioso e per contro le opere che Ariosto vedeva quando “teneva gli occhi aperti” esposte nella sale riaperte della Pinacoteca, con in testa il monumentale Polittico Costabili. Una ritrovata sinergia espositiva che non può che fare bene a tutto il circuito espositivo cittadino. Visto che Bononi ha anche realizzato capolavori nella basilica di Santa Maria in Vado dove spicca il catino absidale, non sarebbe male farvi visita per prendere conoscenza dell’arte di questo grande interprete della pittura ferrarese.

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