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Il “male” di Grangé Quando il serial killer diventa protagonista

Il “male” di Grangé Quando il serial killer diventa protagonista

Lo scrittore francese con Simoni alla Feltrinelli questa sera per l’ultimo appuntamento del festival

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Dopo le due serate lombarde, Jean-Christophe Grangé ha scelto GialloFerrara come tappa conclusiva del suo tour italiano. A presentarlo alla città sarà un suo fan d'eccezione, il nostro Marcello Simoni, questa sera, alle 21, entrambi ospiti della libreria Feltrinelli, per quello che è l’evento conclusivo di GialloFerrara. Diventato famoso grazie a “I fiumi di porpora” e alla seguente trasposizione cinematografica diretta da Mathieu Kassovitz - con Jean Reno, Vincent Cassel, Nadia Farès -, lo scrittore ha avuto una carriera prolifica sia per quanto riguarda la letteratura sia per il cinema. «Sono contento di essere in Italia - sorride Grangé - perché è un paese che amo moltissimo e che conosco bene. Quando ero più giovane e facevo il reporter ci sono venuto spesso per seguire alcune inchieste». L'autore parigino si muove perché crede in eventi che prendono le mosse dall'interesse del territorio. Ferrara si conferma un set dove rendere concreto un mistero: «Vedere l'entusiasmo dei lettori, anche qui, mi fa sentire bene. Dovrei girare più spesso». “Il rituale del male” è il titolo che l'ha riportato in Italia e che ha segnato un ulteriore trionfo per uno delle più ombrose penne del noir francese. In una base militare posta sull’isola di Sirling, in acque bretoni, è stato compiuto un assassinio che, oltre a essere terribile e morboso per il modus operandi, sembra anche quasi impossibile da risolvere. Un cadetto è stato ucciso da un'esplosione particolare, che gli ha dilaniato il corpo trafiggendolo con centinaia di chiodi arrugginiti. Questa tecnica è senza dubbio la firma di un pericoloso serial killer, detto l'Uomo Chiodo; o meglio, “era”, visto che il feroce assassino ha smesso di colpire da più di quarant'anni, in un luogo ben distante dalla costa bretone, a Lontano, nel cuore del Congo del 1971. In un continuo gioco di rimbalzi tra passato e presente, Europa e Africa, moderna tecnologia e antichi rituali magici, il male sembra in grado di infettare ogni pagina e ogni personaggio.

Grangé ha iniziato a lavorare per un'agenzia di stampa per poi diventare reporter di importanti testate come National Geographic. La svolta accade quando, da freelance, crea la società L&G cercando di finanziare i suoi viaggi in ogni angolo del mondo, che gli permettono di ottenere alcuni premi giornalistici come il Premio Reuter e il Prix World Press. I viaggi sono stati la sua fonte d'ispirazione per romanzi e copioni. Il suo esordio è del '94, “Il volo delle cicogne” (Le vol des cicognes), ma viene apprezzato più dalla critica che dal pubblico. Quattro anni dopo esce il suo secondo, “I fiumi di porpora” (Les Rivières pourpres), ed è subito un successo nazionale. Ne godono anche le opere successive, che conoscono un grande: “Il concilio di pietra “(Le concile de pierre), del 2000, e “L'impero dei lupi” (L'Empire des loups), del 2003. Nel 2004 esce “La linea nera” (Le ligne noire), episodio inaugurale di una trilogia basata sulla «comprensione del male sotto tutte le sue forme».

Il prosieguo, intitolato “Il giuramento” (Le serment des limbes) esce nel 2007. Parallelamente alla sua attività di romanziere, ha avviato una carriera come sceneggiatore cinematografico, sceneggiando Vidocq, realizzato nel 2001 da Pitof, e interpretato da Gérard Depardieu e Inés Sastre. In seguito ha collaborato alla sceneggiatura dei film tratti dalle sue opere: “L'impero dei lupi” con Jean Reno e Laura Morante, uscito nel 2005, nonché L'eletto (tratto da Le concile de pierre) con Monica Bellucci, uscito nelle sale nel 2006. Ha persino scritto un racconto a fumetti: “La Malédiction de Zener”, disegnata da Philippe Adamov, che potrebbe essere considerata il prologo di “Le Concile de Pierre”. Nel 2008 è toccato a Miserere (Miserere), mentre nel 2009 a “L'istinto del sangue” (La Foret Des Manes) terza e ultima parte della "trilogia del male". Le ultime fatiche letterarie sono Amnesia (2011) e Il respiro della cenere (2013). In Italia tutte le sue opere sono state tradotte da Garzanti.

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