Museomix, il gran finale conquista il pubblico
Al Risorgimento e Resistenza mai così tanti visitatori, e così convinti, negli ultimi anni
Domenica scorsa il gran finale di Museomix ha popolato, in sole due ore, il Museo del Risorgimento e della Resistenza come non lo era da anni. La vivacità del format internazionale ha trionfato sulla staticità degli oggetti dietro le teche. Intanto che i visitatori dilagavano per le sale, trascinati dagli stimoli più disparati, le tre équipe di professionisti da tutta Europa si contendevano la curiosità altrui tra ambizione e realtà. «L'impostazione interattiva è fondamentale - ha commentato Mauro Presini, insegnante in visita - Mi aveva già colpito all'estero, perché bisogna toccare, sentire e rafforzare l'impiego degli altri sensi oltre la vista. L'interattività fa partecipazione senza limiti di età. Sarebbe fantastico se il museo rimanesse com'è diventato».
Il museo ha aperto di fatto le porte, liberando le sue potenzialità. La prima equipe ha prodotto "MemoRes", valorizzando i ricordi individuali: «Offriamo la possibilità di scannerizzare il proprio viso per concretizzare un'esperienza immersiva nella storia - ha spiegato Paolo Marcolini, mediatore culturale - in forma di gadget da portare sempre con sé».
La seconda ha realizzato "In-fila", perché è importante ricordare da dove si è venuti: «Si tratta di tre percorsi didattici all'interno del museo - ha proseguito Marco Pigozzi, maker - che conducono a Carlo Mayr, Pico Cavalieri e Alda Costa, figure appartenute a tre momenti basilari per la formazione dei nostri valori, cioè Risorgimento, Prima Guerra Mondiale, Fascismo e Resistenza».
La terza équipe ha attivato "Proto-typo", perché solo dal popolo si può cambiare una nazione: «Abbiamo mixato passato e presente per valorizzare i manifesti in collezione - ha concluso Simone Basani - Abbiamo creato un totem interattivo con dei tubi di carta per guidare i visitatori a trovare i manifesti più adatti a loro, e disegnarne di nuovi in maniera artigianale».
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