La Nuova Ferrara

Lorenzo e Vasco Rossi «Il rapporto con papà è di stima reciproca»

di SAMUELE GOVONI
Lorenzo e Vasco Rossi «Il rapporto con papà è di stima reciproca»

Parla il figlio ferrarese del Blasco: la radio è la mia passione «L’adolescenza non è stata semplice ma mi sono fortificato»

3 MINUTI DI LETTURA





di SAMUELE GOVONI

“Lorenzo a Punto Radio... di padre... in figlio...!!”. Con questo post da oltre 18mila mi piace su Facebook Vasco Rossi ha salutato l’approdo del figlio Lorenzo ai microfoni di Punto Radio, storica emittente fondata nel 1975 da Vasco insieme ad un gruppo di amici a Zocca. Lorenzo Rossi Sturani, figlio di Vasco riconosciuto all’inizio degli anni 2000, è nato dalla relazione che ci fu tra il rocker emiliano e Gabriella Sturani, la donna che poi ispirò la celebre “Gabri”, canzone contenuta nell’album “Gli spari sopra” (1993).

Lorenzo che oggi vive a Bologna, ha passato parte della sua vita anche tra Ferrara e Masi Torello; vista questa sua nuova avventura radiofonica abbiamo scelto di chiamarlo per fare “il Punto” della situazione.

[[atex:gelocal:la-nuova-ferrara:site:1.14441372:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.lanuovaferrara.it/image/contentid/policy:1.14441372:1650615650/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

. Lorenzo, come nasce la passione per la radio?

«La radio mi appassiona da sempre, è ed è stata per me una compagna importante. Quando vivevo a Masi Torello non avevo molti amici e quindi mi attaccavo alla radio giorno e notte, mi teneva compagnia e mi piaceva tanto ascoltare le canzoni ma anche chi parlava dall’altro lato del microfono».

E tu quando ci sei passato?

«Dall’altro lato? La prima volta è stata quattro anni fa. Lavorai per un periodo a Radio Stella a Modena poi, per un’insieme di cose, purtroppo divenne impossibile proseguire. Vivevo tra Ferrara, Modena e Bologna e non ci stavo più dentro così, a malincuore, scelsi di mollare ma non accantonai la mia passione».

Poi cos’è successo?

«Quest’anno durante una cena dopo un concerto di Biagio Antonacci, al quale sono molto legato perché per me è come uno zio acquisito, mi sono ritrovato seduto accanto al direttore di Punto Radio. Abbiamo parlato un po’ di tutto e ovviamente della radio; gli ho raccontato della mia passione e lui mi ha invitato a vedere gli studi. Da lì alla proposta di “fare qualcosa con loro” il passo è stato breve e nel giro di un mese ho iniziato a curare “PuntoRossi”, il mio programma».

Che programma è?

«“PuntoRossi” va in onda dal lunedì al venerdì dall 18 alle 19. Un’ora dedicata alla buona musica italiana, agli artisti e alle loro canzoni. È un programma leggero e frizzante che la gente ascolta mentre torna dal lavoro o comunque quando è a casa a fine giornata per cui deve essere qualcosa di leggero ma allo stesso tempo interessante. Per me è tutto molto bello e divertente».

Ferrara ti manca? Hai mantenuto amicizie o si è chiuso un capitolo?

«Diciamo che ho chiuso un capitolo. Adesso vivo a Bologna e sto bene così. Della mia adolescenza qualche amico mi è rimasto ma non sono stati anni semplici e quindi quelli che veramente contano e che continuo a sentire a pensarci bene sono proprio due o tre».

Perché?

«Quando mio padre mi ha riconosciuto ufficialmente avevo 14 anni ed erano altri tempi. Non c’erano i social network, non eravamo così esposti al mondo come oggi. In un paese piccolino come poteva essere quello in cui abitavo io la gente ti guarda, commenta, fa ipotesi e supposizioni e tu non sai se sei accettato oppure no; ti senti in difficoltà. O almeno, per me è stato così».

Però alla fine l’hai superata.

«Certo, anzi a me è servito molto anche per fortificarmi. Ho sempre fatto la mia vita ponendomi i miei obiettivi: ho terminato la scuola, mi sono lauerato. Non ho mai visto il riconoscimento della paternità come un mezzo per raggiungere secondi fini. Non sono proprio quel tipo di persona».

[[atex:gelocal:la-nuova-ferrara:site:1.14441370:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.lanuovaferrara.it/image/contentid/policy:1.14441370:1650615650/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

E il rapporto con papà Vasco com’è?

«Favoloso. Non lo vedo tutti i giorni perché comunque lui ha la sua vita e lo rispetto ma ci sentiamo e poi c’è stima reciproca ed è quella la cosa più importante. Mi ha dato una grande mano in passato. Lui c’è e postare le nostre foto sulla sua pagina Facebook davanti a quattro milioni di persone scrivendo: “Lorenzo a Punto Radio... di padre... in figlio...!!”, per me è stato un gesto importante. Mi sono commosso quando l’ho visto, anzi, a dirla tutta, ho pianto tutto il giorno».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google