La Nuova Ferrara

1916 - 2016

Da Zanna Bianca a Martin Eden Cento anni senza Jack London

Da Zanna Bianca a Martin Eden Cento anni senza Jack London

Breve, intensa e rivoluzionaria. Si potrebbe riassumere così la vita di Jack London, scrittore americano che morì proprio il 22 novembre 1916. A cento anni di distanza dalla sua scomparsa, il...

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Breve, intensa e rivoluzionaria. Si potrebbe riassumere così la vita di Jack London, scrittore americano che morì proprio il 22 novembre 1916. A cento anni di distanza dalla sua scomparsa, il patrimonio che ci ha lasciato è immenso perché, al di là dei romanzi e dei racconti (patrimonio da preservare e diffondere), rimane il suo monito “a non darsi mai per vinti o sconfitti”. E i suoi scritti, dei quali non c’è ancora certezza sul numero esatto, da “Zanna Bianca” a “Il richiamo della foresta” a “Martin Eden” a “Il tallone di ferro” hanno ancora molto da dirci sul rapporto tra uomo e natura, sulle conseguenze del capitalismo e il futuro della società. Anche l’Italia è pronta a celebrare lo scrittore e, in particolare, Trieste ha realizzato un vero e proprio “Jack London Tribute” che da oggi a giovedì riempirà la città friulana.

Tre giornate di racconti, aneddoti, omaggi e testimonianze, a cura del regista e autore Massimo Navone e dello scrittore Davide Sapienza, tra i principali esperti e traduttore italiano di London. Nato il 12 giugno 1876 a San Francisco e morto il 22 novembre 1916 a Glen Ellen, London resta ancora una figura da esplorare. La sua figura è una delle più singolari e romanzesche della letteratura americana: figlio di un astrologo ambulante che si rifiuta di riconoscerlo, con un padre adottivo che passava da un fallimento commerciale all’altro, l’autore è cresciuto insieme a compagnie poco raccomandabili per poi diventare un leggendario scrittore di inizio Novecento.

Nell’opera di Jack London si riflettono le sue pluriformi esperienze di vita: nel capolavoro “Il richiamo della foresta” e in “Zanna bianca”, come nei racconti dedicati alla corsa all’oro nelle desolate vastità del Grande Nord americano, risuonano tutti i temi e le atmosfere a lui cari: la lotta per la sopravvivenza, la legge dura e inflessibile della natura che accomuna esseri umani e animali, la solidarietà e il coraggio. E sono storie di sogni impossibili, di indiani e cercatori d’oro, di uomini soli con se stessi nel momento della prova più difficile. L’attore e regista Marco Paolini ha reso omaggio alle sue opere con “Ballata di uomini e cani”, uno spettacolo, un viaggio, un percorso che parla di avventura e libertà, immerso in paesaggi selvaggi e violenti.

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