Il sogno di Comacchio Capitale della Cultura
Il sindaco Fabbri: siamo in finale, dobbiamo crederci tutti
L’atmosfera in sala polivalente ieri pomeriggio era quella da “serata di gala”, dove emozione ed entusiasmo facevano il paio con le prospettive di una grande sfida, quella che vede Comacchio a rappresentare l’Emilia Romagna nella corsa a capitale della cultura per il 2018.
L’assessore alla cultura Alice Carli, mostrando la slide con la short list, ossia le dieci città che hanno ottenuto il 15 novembre scorso il via libera alla candidatura di capitale italiana della cultura per il 2018, ha ringraziato «tutti coloro che ci hanno creduto. Siamo qui a testa alta per mostrare la nostra storia. Comacchio è ora guardata sotto la lente di ingrandimento e per noi è un sogno trovarci tra le finaliste. È stato un percorso lungo, frutto di un lavoro di squadra».
Si è poi alzato il velo sui punti cardine del dossier di 60 pagine, spedito il 30 giugno scorso al Ministero dei beni e delle attività culturali e che «a differenza di altre città, anche più blasonate, non abbiamo puntato a grandi nomi – ha sottolineato l’assessore – e grandi etichette. Noi abbiamo puntato sulle nostre tradizioni e sull’entusiasmo». I punti focali del dossier, che sarà fruibile sul portale del Comune già da domani sono stati illustrati dal dirigente del settore cultura, turismo e sport, Roberto Cantagalli, ma la perla del documento è indubbiamente rappresentata dal Museo Delta Antico, in corso di allestimento. Dopo la piroga del V sec d.C. sono giunti oltre 900 reperti etruschi restaurati ed un altro migliaio sono in arrivo, tutti provenienti dagli scavi del secolo scorso nelle valli. «Tre sono gli elementi cardine del dossier: Paesaggio Culturale, Identità ed Innovazione, e Ieri, Oggi Comacchio in una stretto connubio tra uomo ed ambiente con al centro il tema della sostenibilità. Comacchio – ha spiegato Roberto Cantagalli – è il cuore del parco del Delta del Po insignito di un prestigioso riconoscimento, perché dal 2015 è diventato con il parco Veneto tredicesima riserva della biosfera Mab Unesco ed è su questo che è partita una grande sfida». Il 2017 sarà un anno ricco di eventi, in parte calati di diritto nella candidatura a capitale della cultura italiana per il 2018, in attesa del grande verdetto, atteso per le ore 15 del 31 gennaio prossimo. “Lettere da Pompei” è il nome della mostra che ospiterà per un mese i prestigiosi reperti prestati dal museo archeologico nazionale di Napoli con affreschi mai esposti in pubblico. Il museo del carico della nave romana è destinato a svuotarsi per il trasferimento dei reperti nel nuovo museo, ma diventerà sede privilegiata delle arti, con la creazione di una scuola di musica e con altri progetti legati all’arte e alla danza. Il padiglione che ospita la nave romana di Valle Ponti, grazie ai fondi ministeriali stanziati recentemente, già dal 2018 potrà trasformarsi in un grande cantiere aperto ai visitatori, che potranno assistere ai lavori di restauro. Il festival della letteratura noir con Marcello Simoni, a cui il sindaco ha tributato un sentito ringraziamento, quale autore della prefazione della candidatura e numerosi altri progetti culturali si sono incuneati nel documento selezionato dalla commissione esaminatrice. «Siamo in finale – ha affermato il sindaco Marco Fabbri -, ci dobbiamo credere tutti. Si apre un periodo interessante e frizzante. L’obiettivo è il riscatto del territorio per il grande salto di qualità».
Fabbri ha poi ringraziato i cittadini che hanno partecipato ai tavoli tematici, l’assessore Carli, il dirigente Cantagalli, i dipendenti comunali che hanno lavorato intensamente, ma anche i Comuni e tutte le istituzioni che hanno appoggiato la candidatura. Alla capitale della cultura italiana per il 2018 andrà un montepremi di 1 milione di euro da investire in progetti di crescita culturale.
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