La Nuova Ferrara

«Mantova sta ritrovando la fiducia»

«Mantova sta ritrovando la fiducia»

Il sindaco Palazzi: finalmente stiamo capendo il valore di questa stupenda città

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Mantova è stata eletta città Capitale della Cultura 2016. Tra poche settimane il testimone verrà passato a Pistoia. Quanto ha influito, e su quali fronti, l’anno che sta volgendo al termine? Cosa resterà di questo traguardo? Abbiamo contattato il sindaco della città lombarda Mattia Palazzi, per capire da lui come sono stati i mesi che hanno preceduto il grande risultato, come sono questi giorni e cosa vede per il futuro della “sua” città.

Che cosa ha significato per Mantova essere stata eletta Capitale della Cultura?

«Per Mantova ha rappresentato innanzitutto l’occasione, l’innesco per far emergere l’orgoglio e l’ambizione dei mantovani. Senza questi ingredienti nessuna sfida è possibile. Mantova viene da anni di sfiducia e mancanza di progettualità. La capitale della cultura ha messo in moto idee e progetti che porteremo avanti per anni».

Quali le ricadute sulla città?

«Noi stiamo registrando un più 48%di ingressi nei musei (palazzo te e ducale), più 28% di pernotti, e registriamo sullo stesso periodo del 2015 una crescita doppia nel rapporto tra natalità e mortalità delle imprese. Siamo all’1,1% rispetto allo 0,5 della regione e 0,3 del Paese».

Negli ultimi anni si sta cercando di perseguire un turismo sempre più consapevole. Mantova come si sta preparando all’anno venturo?

«Mantova ha negli scorsi anni lavorato poco sul turismo. Adesso stiamo per dare vita ad un consorzio pubblico-privato sul turismo perché vogliamo non limitarci all’informazione turistica ma vogliamo direttamente fare promo-commercializzazione. Abbiamo tanti anni da recuperare e dobbiamo riuscire a intercettare il turismo che cerca nelle città d’arte il giusto binomio tra cultura-qualità del cibo-paesaggio».

Quanto e come si è lavorato per ottenere questo risultato?

«Essendo stata la prima città capitale in Italia abbiamo avuto 3 mesi di lavoro preparativo rispetto all’anno intero delle prossime capitali. Ma se si hanno idee chiare e non si perde tempo a litigare tra istituzioni, associazioni, si fa col tempo che si ha. Serve coraggio, determinazione e soprattutto bisogna non sbagliare l’analisi. È fondamentale centrare l’analisi delle potenzialità della città ed insieme aver chiaro quali valori vuoi rappresentare nel mondo. Le città sono anche valori, non solo la somma di storie e imprese umane. Ma se quelle storie, luoghi, paesaggi, incontrano i valori allora nasce un progetto di cui ogni cittadino, tanto o poco, si sente responsabile».

Essere eletti Capitale della Cultura è un traguardo importante ma comporta anche delle responsabilità. Se guarda al futuro cosa vede?

«Vedo una delle più belle città del mondo che finalmente sta capendo che il suo valore e il suo ruolo nel mondo non dipendono dal numero degli abitanti, ma da quanto impegno, coraggio e voglia di vincere ci mettiamo».(s.g.)

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