«Sgarbi è Sgarbi finché parla di noi va sempre bene»
Fabbri prende con ironia le affermazioni del critico d’arte Vitellio: lo aspettiamo per mostrargli una Ferrara migliore
di SAMUELE GOVONI
Non sono passate inosservate le affermazioni di Vittorio Sgarbi che nei giorni scorsi si è scagliato contro Ferrara e poi anche contro una possibile Comacchio Capitale della Cultura 2018. Le sue esternazioni hanno stupito, infastidito e o divertito esponenti delle istituzioni e del mondo della cultura.
C’è chi “si lega al dito” queste frasi e chi preferisce prenderla con “simpatia”, chi si trincera dietro un “no comment” e chi invece strizza l’occhio alla popolarità del critico d’arte di Ro Ferrarese. «Il clima che si respira qui è molto positivo - afferma il sindaco Marco Fabbri - Siamo i più piccoli tra le 10 città finaliste quindi restiamo con i piedi per terra ma faremo tutto il possibile per raggiungere l’obiettivo». Poi sulle polemiche mosse da Sgarbi il primo cittadino taglia corto: «Sgarbi è Sgarbi c’è poco da dire e finché parlerà di noi, noi saremo solo contenti».
A dare man forte al “vicino di casa” ci pensa anche Andrea Marchi, sindaco di ostellato che sostiene: «La candidatura di Comacchio è stata positiva, insolita, coraggiosa e ambiziosa. L’abbiamo sostenuta con piacere non solo per pratiche di buon vicinato ma perché pensiamo che un traguardo di questo tipo possa portare benefici a tutto il territorio. In questi mesi daremo massima energia e sostegno al sindaco di Comacchio». E poi tornando sui commenti del critico d’arte: «Non ho certo la levatura culturale per contraddire Sgarbi ma credo che la sua sia stata più una frase di circostanza, per far discutere, piuttosto che un reale pensiero. Credo che Comacchio e i comacchiesi abbiano la stessa dignità di altre realtà e poi - conclude - è stato proprio Sgarbi a insegnarci che ogni comunità di questa penisola ha una storia da raccontare».
Luigi Vitellio, segretario del Partito Democratico, ha affidato a Facebook la sua risposta, scegliendo di non andarci troppo per il sottile: “Gentile prof. Vittorio Sgarbi, il suo amore nei confronti della nostra Città è incontenibile, fino ad arrivare alla negazione dello stesso (la volpe e l’uva). La capisco bene, la presenza turistica raccoglie dati entusiasmanti, siamo nella top ten delle destinazioni per il Capodanno, i prossimi lavori per il Meis e il Ducato Estense. Ma in tutto questo Lei continua a dire che siamo una città morta. Allora le considerazioni sono due: o Lei è un necrofilo, cosa che non credo, oppure semplicemente questa gelosia la sta accecando. Facciamo così: noi l’aspettiamo a braccia aperte per vedere com’è migliorata la sua Città, perché oltre ad essere viva siamo anche una comunità accogliente”.
Marcello Simoni simpaticamente ieri mattina ha messo a confronto la sua posizione e quella del critico d’arte. «È un commento in stile Sgarbi - ha spiegato poi telefonicamente - e a leggerlo bene, si vede che non dice nulla contro Comacchio. Sono d'accordo con lui quando dice che Orvieto e Viterbo sono due bellissime città ma credo che anche Comacchio abbia tanto da offrire. Ammiro Sgarbi. E' una persona geniale, molto intelligente ma perennemente arrabbiata. Io non so nulla di giurie. Per Comacchio sarebbe una splendida opportunità come del resto, asserisce anche Daria Bignardi. Già essere arrivati tra le 10 finaliste è un traguardo importante e penso che possa servire anche da stimolo per migliorare la nostra offerta culturale».
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