La Nuova Ferrara

Una geniale “doppia M”

Una geniale “doppia M”

Gli aneddoti spallini di Buffa: Massei e Mazza, coppia super

3 MINUTI DI LETTURA





L'ultimo aneddoto sulla Spal, Federico Buffa l'aveva sviscerato la scorsa primavera, quando sui canali di Sky Sport - nel corso di una delle varie puntate di approfondimento sulle città del calcio (nel dettaglio stava puntando la lente d’ingrandimento su Rosario, Argentina) - aveva citato l'indimenticabile Oscar Massei. In particolare il giornalista s’era concentrato su quel siparietto con il presidentissimo Paolo Mazza nell’occasione dell’approdo alla Spal del giocatore argentino. «Aveva ragione Mazza: Massei era un genio - dice senza esitazioni Buffa -. Diventerà il più forte giocatore, giocandoci per dieci anni, della storia della Spal. Un centrocampista straordinariamente dotato con grande visione di gioco».

Cos'altro racconterebbe Federico Buffa della Spal?

«Parlo spesso di Spal con Federica Lodi (ferrarese, giornalista di Sky sport; ndr). Una delle classiche conversazioni che facciamo è su Gibì Fabbri: se potessi, racconterei alcune delle sue storie anche domani mattina. Un uomo di grande carisma, una storia spallina veramente forte».

Tornando invece a Oscar Massei?

«Quando ero a Rosario per registrare la puntata ho proprio immaginato l'arrivo di Massei a Ferrara, ed in particolare questo grande giocatore che si presentò, appesantito, infortunato e sfiduciato, davanti a Paolo Mazza. A quel punto il presidentissimo gli diede una carica pazzesca dicendogli che nonostante quelle condizioni, ma grazie alla sua immensa intelligenza calcistica, sarebbe diventato quel giocatore che tutti i tifosi della Spal, e non solo, hanno ammirato in campo negli anni».

«Personalmente mi ritengo fortunato - aggiunge Buffa - perché ho fatto in tempo ad avere la sua figurina nelle mie primissime raccolte della Panini; come poi del resto tantissime persone appassionate in tutta Italia che hanno conosciuto la Spal».

E' mai stato a vedere una partita della Spal a Ferrara?

«No, ma ho visto più di un Milan -Spal giocato a San Siro. Tra l'altro io sono nato nel 1959 ed è vero che la Spal ha ottenuto il suo miglior risultato in un campionato di Serie A (quinta; ndr) proprio nella stagione 59-60: anche se non direttissimamente, posso dire “io c'ero”» (ride).

La Spal degli anni ’60 è stata celebrata da tantissime personalità come Beppe Severgnini e Nando Dalla Chiesa. Si può definire un vero e proprio mito romantico?

«Certo che sì. Lo è. C'è un legame fortissimo ed evidente tra questa squadra e la sua città. Pensiamo anche alla maglia: le strisce piccole e strette della casacca biancazzurra sono rarissime nel calcio italiano. Una cosa stupenda. Il suo acronimo, il nome, l'idea di quante figure del mondo del calcio siano passate da Ferrara…».

«Alcune di queste figure calcistiche, a primo impatto, non sapevo fossero transitate dalla Spal - ammette lo storyteller -; ma poi una volta scoperto questo mi sono sempre detto: “ah veramente, anche questo?”».

Qualcuno tipo Capello?

«Capello, ad esempio. È uno che ha segnato la storia del calcio italiano negli ultimi cinquant'anni. Poi oltre a lui ci sono stati tanti altri passaggi che rendono la Spal una squadra con un ruolo nella storia del football italiano. Non voglio fare il nostalgico ma è sempre bello ricordare quell'epoca di calcio».(a.d.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google