Via alla stagione e omaggio al Borgatti
Una mostra e uno spettacolo esaurito inaugurano il cartellone
«Speriamo il prossimo anno di tornare nel vostro splendido teatro Borgatti». Tra gli applausi scroscianti e l’affetto di un pubblico che lo ha sempre accolto con calore ed entusiasmo, Vito ha salutato Cento con una speranza, quella di tornare al più presto sul palco del Teatro Borgatti, ancora inagibile dal sisma del 2012. In un teatro Pandurera da tutto esaurito, venerdì sera con lo spettacolo “Adamo e Deva”, Vito e Claudia Penoni, hanno inaugurato la stagione teatrale 2016/17 messa a punto dalla Fondazione Teatro Borgatti. Ad anticipare l’entusiasmante spettacolo che ha alzato il sipario della stagione teatrale, l’apertura della mostra “Rosso Borgatti”. A presentare l’esposizione, allestita negli spazi espositivi del teatro Pandurera di Cento, il vicesindaco Simone Maccaferri, la presidente della Fondazione Teatro Borgatti Claudia Tassinari e Enrico Venturelli che, attraverso lo studio di importanti documenti ritrovati nell'archivio storico del Comune, ha permesso di approfondire ed esplorare l'interessante percorso che ha portato alla costruzione del Teatro Borgatti, partendo proprio dalla bellezza nelle forme e nel loro realismo delle terrecotte che ne impreziosiscono facciata e foyer. Protagonista delle come sempre quindi, il Teatro Borgatti, la sua bellezza artistica e le immagini delle splendide e originali terrecotte che lo adornano, la cui realizzazione venne affidata alla ditta fondata dall’artista Andrea Boni. «“Rosso Borgatti”, non un nome a caso – ha riferito la Tassinari - ma una scelta in linea di continuità. Il rosso infatti, è il colore dei nostri paesi e delle nostre città, delle nostre case e dei nostri palazzi, è il colore dell'argilla utilizzata per le costruzioni, è il colore preponderante del nostro teatro, dei velluti come delle terrecotte di Andrea Boni. Un artista dalla grande fama, visto che realizzò le decorazioni di importanti palazzi anche, a Milano, Bologna e Ferrara. Da ricordare nella città estense, palazzo Gulinelli, in corso Ercole Primo d'Este, dove sono state girate alcune scene del film “Il giardino dei Finzi Contini”». In mostra fino al 31 gennaio 2017, le immagini delle terrecotte e la riproduzione di alcune di esse realizzate dalla Scuola di artigianato artistico del Centopievese, fino alle tappe salienti della storia del teatro. Poi è stata accesa la suggestiva e scenografica illuminazione esterna del Teatro che resterà fino a venerdì 4 dicembre.
Beatrice Barberini
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