Case, orti e nuove culture per il pianeta
“Innesti” a Copparo, a confronto le piccole esperienze ferraresi
Sviluppo sostenibile significa "imparare a vivere nei limiti di un solo pianeta", definizione che dà il Wwf nel suo Living Planet Report, che ha fatto da traccia all’incontro di domenica scorsa, a Copparo, dove cinque realtà locali sono venute a raccontare la loro esperienza a basso impatto ambientale.
Associazioni, cooperative e aziende che si impegnano a concretizzare un'idea capace di abbattere sprechi e scarti inquinanti. La conclusione di Innesti, la due giorni organizzata da GruppoZero e dal Centro Studi "Dante Bighi", ha dimostrato che i limiti di un territorio possono trasformarsi in potenzialità. Ha aperto la tavola rotonda Martina Stevoli del Coworking Ilturco: il gruppo di ragazzi ha recuperato un cassero medievale nel centro di Ferrara. D'altronde, dopo otto anni a Villa Bighi, l'architetto Bonizzi insegna che "la prima forma di conservazione di una casa è abitarla". Ilturco ha messo in pratica, coinvolgendo direttamente i privati, quello che alcune amministrazioni virtuose stanno realizzando in giro per l'Italia, ovvero restaurare gli edifici abbandonati prima di costruirne di nuovi. Ha proseguito Simone Dovigo, presidente di Witoor, un'associazione sportiva che si occupa di cicloturismo e di valorizzare le piste ciclabili. Muoversi su due ruote significa respirare e guardarsi intorno: "Non è necessario battere noi stessi sul tempo". È questa la filosofia di chi non condivide un sistema che non bada a incrementare l'efficienza della produzione, bensì le materie prime impiegate. "Noi siamo quello che mangiamo", è stato invece l'approccio trasmesso da Roberto Risi e Paola Zappaterra, fondatori della Cooperativa Arvaia che nel 2013 hanno accettato la sfida del Comune di Bologna, trasformando 47 ettari di terreno in un parco agricolo. Oggi contano 324 soci e coltivano oltre 70 tipi di ortaggi, costituendo un modello articolato di organizzazione democratica, unico nel suo genere. "I cittadini imparano a crescere i frutti della loro terra - hanno spiegato - e ad apprezzare la varietà stagionale". Passione e cultura sono i semi per formare consumatori consapevoli della propria alimentazione. A tirare le fila del pomeriggio sono stati Silvia Dalle Molle dell'azienda Bio-Pastoreria e Marcello Roversi del Movimento Ekwine, per i quali mangiare sano e bere vino ottenuto naturalmente non sono solo slogan, ma pratiche quotidiane.
Matteo Bianchi
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