La Nuova Ferrara

l’intervista all’illustratore ex allievo

Emiliano Ponzi: l’immagine migliore è quella che farò domani

Emiliano Ponzi: l’immagine migliore è quella che farò domani

«L’immagine migliore è quella che farò domani». Può sembrare una frase enigmatica, ma ci pensa Emiliano Ponzi a spiegare perché questa sia la parola d’ordine della sua professione. Nato a Reggio...

2 MINUTI DI LETTURA





«L’immagine migliore è quella che farò domani». Può sembrare una frase enigmatica, ma ci pensa Emiliano Ponzi a spiegare perché questa sia la parola d’ordine della sua professione. Nato a Reggio Emilia, studia all’indirizzo sociopedagogico dell’istituto Ariosto di Ferrara. Al termine degli studi decide di dedicarsi alla sua passione per il disegno e l’illustrazione. Dalle attività alternative organizzate dalla scuola, ai premi internazionali, Ponzi ultimamente ha pubblicato una raccolta di illustrazioni intitolata “The journey of the penguin”. Siamo riusciti ad intervistarlo.

Quando era al liceo, quali erano i suoi spunti di ispirazione artistica?

«La fonte principale di ispirazione per me sono stati i fumetti; dall’industria giapponese a quella americana, in quanto all’epoca erano le opere più accessibili e popolari. In questo ambito ho avuto, in seguito, la possibilità di approfondire visitando musei, studiando a Milano e conoscendo diversi illustratori».

Come riesce a conciliare il lavoro che le viene commissionato e la sua impronta personale?

«Ci sono sempre dei temi che appassionano più di altri. Questo da un lato può essere un ostacolo, ma dall'altro può essere un vantaggio, perché rende meno soggettiva la comunicazione, e quindi più efficace. Anche in questi casi però il tocco personale non può non essere presente».

Quanto le è stata utile in ambito professionale la formazione liceale?

«Quando mi sono iscritto all’Ariosto era ricco di sperimentazioni, e quindi non mi sono state insegnate esclusivamente nozioni teoriche, ma anche attività utili a restare in contatto con la propria identità, che è in formazione durante gli anni del liceo. Dal mio punto di vista è meglio avere una mente che funziona bene che una mano che funziona bene. In altre parole l'abilità pratica si acquisisce in ambito professionale, mentre la conoscenza di se stessi non si può recuperare in futuro».

Cosa l’ha portata al successo nel suo ambito professionale?

«Per quanto mi riguarda, una cosa che mi ha sempre stimolato è stata non organizzare un piano di riserva in caso di fallimento. Non poter sbagliare ti porta sempre a dare il meglio, come un trapezzista che si deve lanciare senza avere una rete sotto di lui».

Sara Bigoni

Michele Corio

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google