La Nuova Ferrara

«Il futuro della Darsena è nella sua unitarietà» Smart Dock punta sul Po

«Il futuro della Darsena è nella sua unitarietà» Smart Dock punta sul Po

La mostra “Volano bene comune” a Palazzo Savonuzzi racconta un secolo di vita sulle sponde dell’idrovia

3 MINUTI DI LETTURA





Continua fino a sabato la mostra fotografica “Volano bene comune”, che si inserisce all’interno dell’Azione Consapevolezza del progetto “Smart Dock: tattiche di riuso intelligente della Darsena San Paolo”. Seguendo gli scatti, l’attenzione di chi entra a Palazzo Savonuzzi viene attratta dalle scene di vita quotidiana sul corso d’acqua e lungo alcune sponde dell’idrovia ferrarese, in un arco temporale di circa un secolo.

L’esposizione è stata allestita nella sala performativa, secondo una scansione cronologica. Si parte dall’ingresso, dove sulla parete di sinistra sono state disposte quindici riproduzioni di cartoline risalenti alla prima metà del Novecento, alle quali ne seguono altrettante, tra cui spiccano alcuni esempi di archeologia industriale di fine Ottocento e diverse relative alle attività economiche che si svolgevano sul Volano dagli anni Trenta agli anni Cinquanta e Sessanta. Nella parte centrale, tra gli archi, sono stati appesi dieci pannelli con foto che, da un lato riproducono in sequenza il percorso di una chiatta da Ferrara al mare, passando per Valpagliaro e Valle Lepri, e dall’altro una serie di bettoline per il trasporto merci negli anni Sessanta e Settanta. Le stesse che, data la mole, pareva attirassero verso di sé tutta l’acqua del fiume, non curanti di pescatori e canoe, o anche solo di chi stava annaffiando l’orto sulla riva di fronte a casa e alzava lo sguardo affascinato.

La ricca documentazione raccolta tende a restituire un’immagine sia inconsueta sia composita del Po di Volano, che scorre a pochi passi dal centro città. Il contributo di enti pubblici e istituzioni, insieme a quello di associazioni e privati, ha permesso ai curatori Maria Bonora, Mauro Borghi, Paola Chiorboli e Leopoldo Santini di raccogliere una generosa messe di fonti scritte, iconografiche e orali riguardanti il nostro territorio e in particolare la navigazione interna. Tuttavia l’Azione di Consapevolezza che ha prodotto alcuni testi lasciati volutamente in bella vista, è scaturita sabato 26 novembre, quando si sono radunati numerosi professionisti e cittadini appassionati per l’occasione.

«Abbiamo distribuito i partecipanti intorno a cinque tavoli tematici (abitare, lavoro, cultura e turismo, ambiente e mobilità) per costruire insieme una Darsena Bene Comune, per rivitalizzarla e riqualificarla in base alle esigenze attuali - spiega l’esperta Elena Dorato - L’obiettivo era di ottenere una serie di punti chiave per redigere un manifesto, che condenserà quello che sono stati i due anni di Smart Dock». È nato un percorso condiviso, un mosaico di voci e visioni come quelle che riecheggiano dal fiume alla strada, e viceversa: «Si parte dalle restituzioni finali dei singoli - aggiunge la Dorato - per approdare a una sintesi, a una Darsena collettiva. In primis, sarà necessario renderla accessibile e unitaria, non lo spazio frammentato che è adesso. Solo così si rafforzerà il processo di ridentificazione di chi la abita, proprio tenendo presente com’era una volta. Il manifesto è il mezzo capace di traghettare il dibattito e le buone azioni sulla Darsena da pratiche dal basso, ovvero le iniziative che nel tempo il Consorzio WunderKammer e i suoi partner si sono impegnati a sviluppare, a vere politiche urbane». Il manifesto in questione convergerà all’interno di un Patto di collaborazione tra Comune e cittadini, che sfocerà nella stesura di un regolamento dei beni comuni. Insieme a un centinaio di altre realtà, Ferrara sta seguendo l’esempio virtuoso di Bologna e Torino, che per prime hanno creduto in un approccio più democratico e partecipato.

Matteo Bianchi

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google