Il campo di Ferramonti non fu transito per i lager
L'inizio dell'attività del campo di Ferramonti nel comune di Tarsia (Cosenza) cominciò il 20 giugno del 1940 quando vi giunse un primo piccolo gruppo di 160 ebrei provenienti da Roma. Nel 1943, al...
L'inizio dell'attività del campo di Ferramonti nel comune di Tarsia (Cosenza) cominciò il 20 giugno del 1940 quando vi giunse un primo piccolo gruppo di 160 ebrei provenienti da Roma. Nel 1943, al momento della sua liberazione, nel campo si sarebbero trovati quasi tremila persone in buona parte ebrei. Considerata la sua natura di luogo di detenzione, con una struttura a baraccamenti e una recinzione fatta da una staccionata di legno sormontata da una linea di filo spinato, le condizioni di vita nel campo tuttavia rimasero non pessime, anche se non c’era molto da mangiare. Nessuno degli internati fu vittima di violenze o fu direttamente deportato da Ferramonti in Germania. Al contrario, le autorità del campo non diedero mai seguito alle richieste tedesche. Furono deportate solo quelle persone che, avendo chiesto un trasferimento da Ferramonti ad un confino libero in alcuni centri del nord Italia, si trovarono sotto l'occupazione tedesca dopo il settembre del 1943. Molti storici affermano che era arrivato un ordine per deportare al nord gli internati, ma gli alleati arrivarono prima e liberarono tutti.
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