«Nei film di Scola tutto era curato alla perfezione»
"Una giornata particolare" da oggi all'Abbado. Scarpati, Solarino e il racconto degli ultimi
Giulio Scarpati e Valeria Solarino arrivano sul palco del Teatro Abbado con “Una giornata particolare”, trasposizione teatrale del celebre film di Ettore Scola, diretta da Nora Venturini. Lo spettacolo, in scena da oggi a domenica, racconta la storia di due “ultimi”, entrambi calpestati e umiliati da una società che non li rispetta. Abbiamo intervistato Scarpati che ci racconta la genesi della rappresentazione e del legame con Scola, scomparso lo scorso gennaio.
Quando e come è nata la voglia di mettere in scena il capolavoro cinematografico di Scola?
«L’idea di portare a teatro “Una giornata particolare” c’era da tanto tempo. Amo e ho molto amato il film di Ettore Scola e due anni e mezzo fa ci siamo decisi e abbiamo proposto di portare in scena questo classico».
Perché?
«Il motivo è semplice. Oltre all’amore che provo per il film, penso che quella narrata sia una storia bellissima e anche molto teatrale. Nello stesso momento all’interno e all’esterno del palazzo in cui tutto si consuma succedono tante cose. Riuscire rendere nella giusta maniera spostamenti e azioni è stata una bella sfida e in questo la scenografia ci ha aiutato tanto».
L’accoglienza ricevuta è stata ottima.
«Il pubblico sta rispondendo bene e ne siamo felici. Questo è il secondo anno di tournée per noi. Abbiamo cercato di raccontare il dramma di Antonietta e Gabriele senza però rinunciare ai momenti di commedia e leggerezza presenti nella sceneggiatura di Scola».
E Scola fece in tempo a vederlo?
«Purtroppo no. Ci ha lasciati durante le prove. Mi è dispiaciuto tanto perché avrei voluto avere un suo parere, conoscere la sua opinione riguardo questo lavoro. La moglie ci ha seguiti, è venuta a vedere la prima e questo mi ha reso felice».
All’inizio sentivate sulle spalle il peso dell’eredità lasciata da Mastroianni e dalla Loren?
«Penso che in “Una giornata particolare” Marcello Mastroianni abbia fatto una delle interpretazioni più belle di tutta la sua carriera. E lo stesso vale per Sophia Loren. All’inizio il peso della loro eredità c’era sulle nostre spalle. Alla fine però abbiamo scelto di “dimenticarci” del film e lavorare in autonomia dando il nostro contributo all’opera».
Ricorda ancora la prima volta che vide il film?
«Assolutamente sì, mi piacque tantissimo. Rimasi letteralmente affascinato. Scola ha dipinto un affresco impeccabile che racchiude non solo un’epoca storica ma anche una storia umana bellissima, triste e forte. Si rimane colpiti dalla cura di Scola per i particolari».
Lei ha lavorato con Scola in “Mario, Maria e Mario”. Che ricordo ha del cineasta, come persona e come regista?
«Come persona era di una simpatia unica. Ironico, intelligente e mai banale; lo si poteva ascoltare per ore. Come regista era uno che dominava il set. Sapeva sempre quello che voleva, non faceva mai inquadrature che poi non avrebbe usato. Il film non lo faceva durante il montaggio, ce l’aveva già tutto in testa fin dall’inizio delle riprese. E poi, nelle sceneggiature di Scola, non ci sono mai battute fuori posto. Anche qui, in “Una giornata particolare” non c’è retorica perché parlano i personaggi non il regista».
Lo spettacolo sarà in scena al Teatro Comunale Abbado di Ferrara (Corso Martiri della Libertà, 5) questa sera alle 21, domani alle 15, sabato alle 21 e domenica alle 16. Biglietti da 8 a 30 euro. Per info, prenotazioni e acquisto: 0532 202675.
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