La Nuova Ferrara

ex ospedale degli infermi

Museo del Delta Antico Viaggio nel tempo tra monitor e reperti

È stato concepito come un viaggio a bordo di una macchina del tempo il progetto di realizzazione del museo Delta Antico, in allestimento all’interno dell’ex-ospedale settecentesco degli Infermi di...

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È stato concepito come un viaggio a bordo di una macchina del tempo il progetto di realizzazione del museo Delta Antico, in allestimento all’interno dell’ex-ospedale settecentesco degli Infermi di Comacchio. In compagnia del sindaco Marco Fabbri, dell’assessore alla cultura Alice Carli e del dirigente Roberto Cantagalli, abbiamo toccato con mano lo stato di avanzamento dei lavori. Al piano terra, dove tra affreschi, vasellame e mosaici, sarà ricostruito uno spaccato di vita dell’età romana, troveranno posto i reperti del museo del carico della nave Romana, chiuso per trasloco un mese fa. Trentacinque maxi-schermi con la voce in sottofondo di un personaggio dell’antichità creeranno un impatto visivo ed uditivo, che farà da battistrada ad un percorso archeologico, suddiviso in quattro sezioni. Al video con il ritrovamento, per certi versi ancora misterioso della nave romana di “Valle Ponti” del 1981 e all’esposizione del suo preziosissimo carico commerciale, si passa in un ampio salone del palazzo, interamente restaurato alcuni anni fa, vasi pre-etruschi e numerosi altri reperti provenienti dall’abitato di Spina, mai esposti in pubblico. Dalla città dei vivi, la visita proseguirà a quella dei morti con un numero di sepolture comprende di corredo funerario, anch’esse provenienti dagli scavi compiuti nel secolo scorso nelle valli di Comacchio e mai esposti in pubblico. Tra le novità del museo, che secondo le previsioni del sindaco sarà inaugurato entro la primavera 2017, la sala del simposio con un cratere attico di 91 centimetri di altezza, raffigurante una scena della guerra di Troia, oltre ad un piatto attico e ad un candelabro. Ci si potrà sedere e nell’aria comincerà a diffondersi il profumo dell’ambra, per creare così anche un percorso di visita olfattiva. In un’altra sala voci, odori di spezie faranno rimbalzare nell’immaginario il grande fermento dell’emporio commerciale incarnato dall’antica città di Spina (VII-VIII sec. a.C.). Un’altra grossa novità in arrivo richiama le antichissime origini di Comacchio, perché sarà esposto anche il capitolare di Liutprando, un atto pubblico del 615 a. C., relativo ai trattati commerciali, che attesta l’esistenza di Comacchio. Sono un migliaio i reperti restaurati, provenienti dal Museo archeologico nazionale di Ferrara che andranno ad arricchire il nuovo museo, affiancando i 700 pezzi del carico della nave romana, la piroga del V sec. d.C., trasportata due mesi fa in una delle sale del primo piano, dove sarà ultimata la fase di restauro.

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