Roversi dice addio al festival: «Troppi impegni cedo il passo»
Cambio della guardia ai vertici della rassegna, al suo posto arriva Elisa Giusti Intervista all’ex presidente: decisione necessaria, credo in chi verrà dopo di me
di SAMUELE GOVONI
La notizia era nell’aria da settimane. Tra gli addetti ai lavori, l’addio di Roberto “Bobo” Roversi a Ferrara Sotto le Stelle, di cui è stato per 16 (anzi quasi 17) edizioni il presidente e direttore artistico, la voce era nota. Per gli altri, quelli che vivono il festival da fuori e che mese dopo mese aspettano impazientemenete gli annunci dei live e l’arrivo dell’estate successiva un po’ meno. Anzi per molti è stata una doccia fredda.
Una scelta pensata e motivata quella di Roversi che soprattutto negli ultimi mesi si è diviso tra Roma e Ferrara cercando di “tenere insieme i pezzi” di un lavoro sempre più coinvolgente ma anche ingombrante. Al suo posto arriver. à, anzi è già arrivata, Elisa Giusti; giovane amante del festival che collabora in tutto e per tutto alla rassegna da quattro anni. Sarà lei il nuovo presidente e direttore artistico di una rassegna che negli anni ha lottato con le unghie e con i denti contro la crisi dell’industria musicale. E lo ha fatto a suon di cartelloni interessanti e mai banali, puntando sugli “intoccabili” ma anche (e soprattutto) sulle nuove proposte e sul sottobosco; con coraggio e determinazione cosciente del fatto che proprio in quello sta la forza di Ferrara Sotto le Stelle.Mentre era in viaggio da Roma verso la sua città, abbiamo intervistato Roberto “Bobo” Roversi, l’uomo che portò in piazza Castello Radiohead, Lou Reed e Simple Minds.
Come e perché ha scelto di dimettersi dal tuo ruolo di presidente e direttore artistico di Ferrara Sotto le Stelle?
«Con l’elezione a responsabile nazionale del cinema dell’Arci, gli impegni si sono infittiti, la mia presenza a Roma è diventata sempre più costante e il tempo per occuparmi a tempo pieno delle attività culturali di Arci Ferrara non riesco più a trovarlo. Mi sembra corretto prenderne atto e lasciare il passo a persone più giovani e preparate».
Quando è arrivata la decisione?
«A inizio estate, quando l’accavallarsi di diversi eventi e le relative responsabilità non mi hanno lasciato respiro, ho deciso che sarebbe stato opportuno concentrarsi su una sola attività. L’incarico nazionale sul cinema è in fondo anche il frutto di un lavoro di tanti anni svolto per la Sala Boldini e l’Arena Estiva, per non parlare della bellissima esperienza di sette anni alla direzione dell’Apollo».
È stata sofferta?
«Fino ad un certo punto. Tanto più se si ha il difetto di accentrare, di essere poco propensi alla delega e si curano personalmente tutti i dettagli. Seguire un festival di queste dimensioni è piuttosto stressante, le aspettative sono alte, l’attenzione alla sicurezza del pubblico è cruciale, l’ambiente è molto competitivo, i cachet degli artisti, con il collasso dell’industria discografica, stanno diventando insostenibili. Organizzare concerti significa perdere il piacere di assistervi. Almeno per me è andata così».
Sedici anni alla guida di uno dei festival musicali più longevi d’Italia, se si guarda alle spalle cosa vede?
«Vedo una città senza grandi tradizioni che oggi è un punto di riferimento per il rock indipendente e che negli anni ha ospitato praticamente tutti gli headliner dei grandi festival internazionali. Ma patisco anche, dal punto di vista strettamente personale, la frustrazione per tutti gli artisti che sono stato ad un passo dal confermare e sono volati via poche ore prima dell’annuncio. Per il resto, credo debbano essere pubblico e addetti ai lavori a giudicare la bontà o meno del mio lavoro e delle mie scelte».
Avrà comunque un ruolo nell’edizione 2017? E se sì, quale sarà?
«Ovviamente in 15 anni si accumula una tale rete di relazioni con promoter, musicisti, uffici stampa, giornalisti, che non è possibile trasmettere sic et simpliciter al proprio successore. Sarà una transizione morbida. Per cui da settembre sto cercando di assemblare il cast della prossima edizione del festival insieme ad Elisa Giusti, che mi sostituirà completamente a partire dalla prossima edizione. Se in futuro, in qualche caso, vorrà sentire il mio parere, sa che potrà sempre contare su di me. Ma non credo ne avrà bisogno».
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