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il concerto

L’emozione dei “piccoli” che suonano per i “grandi”

L’emozione dei “piccoli” che suonano per i “grandi”

Lunghi applausi e tutti in piedi per il concerto di Natale degli alunni delle medie. I giovani artisti si sono esibiti davanti al sindaco e agli assessori in consiglio

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FERRARA. «Guarda, è il sindaco!». «Oddio, ci stanno filmando, ci sono le telecamere», «Ci stanno fotografando!». «Ci vedono e ci ascoltano da casa». Erano palpabili, lunedì 19 dicembre,  l’emozione e l’apprensione, ma anche la felicità dei ragazzi degli istituti comprensivi a indirizzo musicale “G.Perlasca”, “Francesco de Pisis” e “Alda Costa”, che si sono esibiti per il “Concerto di Natale” , prima dell’inizio del consiglio comunale. Davanti a una sala consiliare gremita di genitori e nonni, non meno emozionati dei ragazzi, gli studenti hanno dato vita a una esibizione significativa delle loro abilità musicali, acquisite grazie a percorsi formativi che hanno dato loro la possibilità di avvicinarsi alla musica, e di sapersi esprimere in un linguaggio che arriva dritto al cuore di chi ascolta.

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Un’esibizione che ha visto impegnati alla parte strumentale i ragazzi delle scuole medie, e nei cori gli alunni delle scuole elementari, e il cui repertorio ha spaziato dalla musica classica alla musica popolare. La musica si conferma un linguaggio che non fa solo intrattenimento, ma che richiede pensiero, dedizione, impegno. Così ieri l’intero consiglio comunale si è fatto trascinare dalle note prodotte da questi ragazzi che hanno veramente dato il meglio nonostante la tanta emozione e si sono profusi dimostrando la loro bravura. Forse mai come ieri, le parole del celebre direttore d’orchestra Enzo Bosso, «la musica, come la vita, si può fare solo in un modo: insieme», suggellano l’esperienza vissuta ieri dai giovani studenti, che uniti, hanno dimostrato quanto sia significativa per loro questa esperienza.

Un appuntamento quello del concerto di Natale «che si colloca nel panorama più ampio delle attività che il Comune di Ferrara realizza insieme alle scuole,nell’ambito della cittadinanza consapevole», ha introdotto l’assessore all’Istruzione Annalisa Felletti. Per sapere cosa porta dei ragazzini a appassionarsi alla musica, abbiamo intervistato alcuni musicisti in erba, che anche nelle risposte hanno rivelato passione per quest’arte. «Ho iniziato con il flauto dolce alla scuola elementare, poi in seconda ho iniziato un corso di scuola di musica su consiglio della maestra, e dalla terza elementare suono il flauto traverso. Per questo motivo mi sono iscritto alla scuola a indirizzo musicale, e oltre alla scuola frequento una scuola di musica privata”, spiega Jenson Conby, 2B alla scuola media “Matteo Maria Boiardo».

Tutti della stessa scuola sono anche gli altri ragazzi, anche se di sezioni e classi differenti. «Io ho iniziato a studiare musica grazie alle sollecitazioni ricevute già alla scuola Manzoni, poi per curiosità, mi sono avvicinato al flauto traverso e ora ho iniziato il conservatorio. Mi piace sforzarmi, ho visto che mi apprezzano e così mi sono iscritto all’indirizzo musicale. Per me la musica è un modo di esprimermi, un linguaggio universale», dice Luigi Forlani, 2G. Cecilia Ferraro, 2E, ha iniziato in prima media lo studio del flauto traverso, «per me era una novità, in casa nessuno è appassionato di musica e mio papà mi dice sempre che non si sarebbe aspettato che in casa qualcuno suonasse. La musica per me è un modo di sfogarmi quando sono arrabbiata». Edoardo Caiozza, 3C,ha iniziato alle elementari studiando chitarra «per curiosità,poi mi sono iscritto alla scuola a indirizzo musicale, al corso di flauto traverso, per casualità. Non me ne pento perché lo strumento mi piace molto, e sono iscritto anche a una scuola privata. La musica per me è uno sfogo, un modo di rilassarmi».

Veronica Capucci

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